Lunedì, 22 Luglio 2024
Pietralata Pietralata / Via dei Monti Tiburtini

Attraversamenti inesistenti e marciapiedi distrutti, la vita impossibile dei pedoni a Pietralata

Si riaccende il dibattito sulla sicurezza dopo la morte di un uomo su via Monti Tiburtini

Una strada pericolosa. Mortale. Gli appelli che arrivano da anni dal quartiere di Pietralata sembrano però non essere mai stati ascoltati. Dopo la morte di Davide Campanelli, si riaccende il dibattito sulla sicurezza di via Monti Tiburtini e di altre strade della zona. L’ultima vittima, un uomo di 71 anni, ha perso la vita dopo essere stato investito da un 55enne in uno dei tratti più pericolosi della via, nel tratto compreso tra l’ospedale Sandro Pertini e Ponte Lanciani. Un incidente che si è verificato poche ore dopo la denuncia, da parte del Comitato popolare Monti di Pietralata, dei pericoli per i pedoni che percorrono il tratto che porta alla rampa di accesso a Ponte Lanciani.

Tra attraversamenti inesistenti ed una vegetazione spontanea che, spesso, rende impossibile per i pedoni utilizzare dei marciapiedi già di loro ridotti ai minimi termini, chi vuole girare a piedi Pietralata rischia la sua incolumità. Soprattutto, chi decide di passare da un lato all’altro della via mette letteralmente a rischio la sua vita, visto che le strisce presenti finiscono sui jersey che dividono la carreggiata

Strisce pedonali che finiscono sui jersey

Flavio Fianco, presidente del Comitato popolare Monti Tiburtini, è un fiume in piena per quanto accaduto. Mentre si prepara l’eventuale esposto in procura nel caso in cui non dovessero arrivare aggiornamenti sulla messa in sicurezza della rampa di Ponte Lanciani, Fianco spiega a RomaToday quali sono i pericoli che devono affrontare le persone che vogliono andare a piedi all’interno di Pietralata.

“Quello che è accaduto a Monti Tiburtini è molto grave – dice – l’incidente è avvenuto pochi metri dopo delle strisce pedonali. Quelle strisce un tempo erano gialle. Oggi sono bianche ma, la cosa incredibile, è che terminano addosso ai jersey che dividono in due la via. C’è qualcuno che ha detto che l’uomo è stato avventato nel voler attraversare lì. Allora io mi chiedo: dove si dovrebbe attraversare?"

Un solo attrversamento pedonale sicuro

Scegliere un punto sicuro, infatti, non è facile, specialmente per raggiungere le fermate dell’autobus che si trovano all’altezza del benzinaio della Esso. L’unico attraversamento vero e proprio è quello all’altezza dell’incrocio con l’ospedale Pertini, dove c’è anche un semaforo. “Questo vuol dire – spiega ancora Fianco – che per raggiungere la fermata dell’autobus in direzione via della Serenessima, se uno si trova dal lato opposto, dovrebbe percorrere circa mezzo chilometro ad andare ed un altro mezzo chilometro a scendere, solo per arrivare alla fermata. Il problema è che tutto il quartiere non ha una viabilità pedonale sicura”.

Istituzioni colpevoli

Fianco sottolinea come il suo comitato abbia più volte denunciato questo problema. “Nell’attesa che qualcuno cali dall’alto un progetto la gente muore – riprende – è inutile parlare di sviluppo e mobilità green se dobbiamo attendere che ci sia qualche evento, quindi con interventi privati, come lo stadio della Roma o la Ryder Cup, per fare qualcosa. Non deve essere quello a smuovere. Tra l'altro gli attraversamenti in sicurezza sono previsti da anni ma non c’è la volontà politica di realizzarli. Manca la segnaletica per le strisce che, ripeto, finiscono contro dei jersey. Allo stesso modo, non c’è nessun divieto di attraversamento. Una vera e propria giungla nella quale a rimetterci sono solo gli abitanti di Pietralata”.

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