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Scuole, La Primula chiusa da 2 mesi e mezzo: 60 bambini studiano in chiesa

La scuola La Primula di via Palenco nel quartiere Rebibbia ha chiuso dopo le scosse sismiche del 30 ottobre. Resta chiusa ancora oggi nonostante gli interventi tecnici

Sono bastati dei calcinacci a terra ritrovati dopo le scosse sismiche del 30 ottobre scorso a decretare la chiusura delle scuola "La Primula", nella zona di Rebibbia. Nonostante lo svolgimento di interventi tecnici, ad oggi, la struttura situata all’interno del parco di Aguzzano, in via Palenco, è ancora chiusa. La conseguenza? Molto semplice da immaginare. I piccoli studenti, tutti di età compresa tra i 6 e i 13 anni hanno dovuto traslocare. Hanno trovato infatti accoglienza presso i locali della Chiesa di San Michele Romano di via Cave di Pietralata, a oltre 5 chilometri di distanza. Qui però non potranno restare a lungo e da genitori e insegnanti arriva un unico appello: "Riaprite la scuola".

Quella di via Palenco è una delle poche scuole presenti in Italia che impartisce il metodo di insegnamento attraverso il metodo Wardolf Stainer o steineriano, una pedagogia definita direttamente dalle necessità dell'evoluzione infantile. Qui, oltre l’asilo nido, le scuole elementari, materne e medie, anche un asilo multiculturale e attività di doposcuola. La Primula ha ottenuto i locali dalla preside della scuola Palombini, in comodato d’uso fino all’anno 2020.

Dal 2 novembre però 60 bambini sono fuori, la scuola non ha riaperto e con essa non sono riprese neppure le attività che fino alla fine di ottobre venivano svolte all’interno dell’istituto. La rabbia dei genitori è tanta, come tante sono state le aspettative riposte nell’amministrazione municipale per incontri mai ottenuti.

“I bambini hanno ravvivato, insieme alle loro famiglie, un quartiere in degrado, come quello di Rebibbia – ha spiegato Enzo Cardogna, uno dei genitori - Venerdì 20 novembre saremo dinanzi alla sede del Municipio per protestare in maniera pacifica e ottenere un incontro, fino ad oggi sempre rimandato”. A preoccupare i genitori anche un altro aspetto della vicenda: "Siamo infatti venuti a conoscenza delle intenzioni del Municipio di destinare questi locali ad uffici del Ministero dell’economia". Una voce che, complice il silenzio delle istituzioni, si ingigantisce e contribisce a creare incertezza tra i genitori.

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