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Tutti uniti per Salvare il centro culturale Gabriella Ferri

L'appello di tutti i presenti è stato unanime: il Gabriella Ferri deve tornare a svolgere quanto prima la funzione di centro culturale

Prima la paventata chiusura, poi la proroga. Così il centro culturale Gabriella Ferri di via Galantara resta sotto la gestione del gruppo Zetèma fino al 31 dicembre dello scorso anno, fino a quando, di fatti, chiude. Immediate le reazioni di cittadini, associazioni e comitati di quartiere che proprio non ci stanno alla chiusura di uno dei due centri culturali del Municipio IV e chiedono al minisindaco Sciascia interventi risolutivi. Questo il tema al centro del dibattito che si è svolto questo pomeriggio presso la sede Arci di via Monti di Pietralata, nell'omonimo quartiere della Tiburtina. All'appello hanno presenziato molte delle realtà che nel corso degli anni hanno partecipato, in qualche modo, a rendere vivo il Gabriella Ferri, coadiuvati, appunto, dalla gestione Zetèma. Tanti anche i rappresentanti del mondo politico municipale, tra i presenti Nicolò Corrado, presidente della commissione ambiente, Marina Aquilanti presidente della commissione affari generali e attività produttive, la neo vice presidente del consiglio Carla Corciulo, oltre che il minisindaco Emiliano Sciascia. All'incontro, organizzato dal comitato di quartiere Largo Beltramelli hanno preso parte, tra gli altri, rappresentanti della comunità di Sant'Egidio, dell'Ensamble degli arcadi, dell'associazione Arca, del polo chitarristico italiano, dell'associazione Il Crocevia e del comitato Beltramelli-Meda. 

L'appello di tutti i presenti è stato uno: il Gabriella Ferri deve tornare a svolgere quanto prima la funzione di centro culturale. In un Municipio, oltretutto, in cui l'altro centro culturale Aldo Fabrizi del quartiere San Basilio, gestito fino alla fine del 2015 anch'esso dal gruppo Zetema, passa nelle mani di Biblioteche di Roma.

"In questa battaglia non ci sono differenze di vedute" - ha esordito il minisindaco Sciascia dopo aver ascoltato le richieste, le obiezioni e i resoconti degli intervenuti. "Già durante la scorsa estate abbiamo evitato la chiusura - ha continuato il presidente del Municipio IV - e già in quella occasione ho manifestato la necessità di avviare un percorso nel periodo post- Zetema". Già perché la fine della gestione Zetèma avrebbe dovuto esserci già nel mese di giugno ma una proroga in extremis dell'ex vice sindaco Nieri ne ha consentito poi la continuazione fino al dicembre 2015. Su quanto fatto per salvare il centro culturale Ferri di via Galantara, Sciascia ha proseguito: "Ho chiesto incontri anche prima dell'avvento di Tronca perché preoccupato delle sorti del centro - e poi aggiunge - l'ultimo incontro c'è stato questo pomeriggio con il Dipartimento delle Periferie". Ad occuparsi dei centri culturali, infatti, è proprio il dipartimento che, continua il minisindaco: "Non ha però gli strumenti adeguati per gestire la cultura e ben venga la gestione del centro da parte del Muncipio". Sì perché sul tavolo delle trattative con il Dipartimento, proprio per allontanare l'ipotesi della chiusura definitiva c'è proprio il passaggio alla gestione diretta del Municipio. "L'obiettivo è riaprire il centro nel più breve tempo possibile - annuncia Sciascia - stiamo valutando il personale addetto alla chiusura e all'apertura del centro e poi di concerto con le associazioni garantirne il corretto funzionamento". Una volta superato questo step, quindi superate anche le tempistiche dovute a vincoli burocratici, il minsindaco anticipa: "Organizzeremo, quindi, una nuova assemblea pubblica per capire come strutturare la gestione". Intanto sull'apporto monetario Sciascia: "Doveva essere il Giubileo delle periferie invece qui non è arrivato neppure un euro". 

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