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Asili nido, il tar boccia le cooperative. Della Casa grida alla vittoria, i genitori: "uno schiaffo in faccia"

FdI sulla delibera comunale: "Vittoria di Pirro per M5S e PD"

Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dalle cooperative che da anni lavorano nei quattro asili nido convenzionati del Municipio Roma IV. Una sentenza che, giunta nella giornata di giovedì, ha gettato definitivamente i genitori e gli operatori delle strutture nello sconforto. E’ cosi che le strutture di Via Solazzi, Via Montorio al Vomano, Piazza Gola e Piazza Crivelli tornano al Comune. Intanto però per due delle quattro strutture esiste una delibera di giunta capitolina che prevede la destinazione delle strutture ancora come asili nido: si tratta delle strutture di piazza Balsamo Crivelli (Casal Bruciato) e piazza Gola (Ponte Mammolo). QUI LA STORIA DEI NIDI

“Oggi l’amministrazione municipale porta a casa una piccola grande vittoria”

È Roberta Della Casa, presidente del Municipio Roma IV a comunicare la sentenza del Tar attraverso la pagina istituzionale definendo la sentenza appunto “una piccola grande vittoria”. Già perché le prime lettere di sfratto alle strutture, come ha ricordato anche la presidente nel suo post, risalgono al dicembre del 2017. Da quella data è iniziata una vera e propria battaglia da parte dei genitori e degli operatori dei nidi per tenere aperte le strutture: tra raccolte firme, presenze dei genitori in consiglio e in commissione e poi il ricorso al Tar. Contestualmente anche il gruppo consiliare del M5S, a differenza della delibera di giunta municipale di gennaio 2018 che impegnava gli uffici a uno studio per utilizzare a finalità sociali i locali, portava avanti una mozione per tenere aperti due nidi in zone di maggiore necessità come Casal Bruciato e Ponte Mammolo. La loro posizione è stata avallata anche dalle opposizioni: gli unici a non firmare la mozione grillina sono stati i consiglieri fratelli d’Italia.

“Vittoria? No, è uno schiaffo in faccia ai genitori!”

E se da un lato la presidente del Municipio canta vittoria per quanto avvenuto, i genitori dei bambini che frequentano i nidi hanno commentato a Roma Today: “Vittoria? No, è uno schiaffo in faccia ai genitori”. E così Alessandra Minutoli, mamma di un bambino iscritto al nido ha aggiunto: “Viene annientato un modello educativo, la decisione andava presa certo, ma a suo tempo, non è chiudendo i servizi che si risolvono i problemi, senza tutelare i lavoratori e le famiglie”. Quello che più di tutto ha lasciato l’amaro in bocca ai genitori è stato il comportamento della presidente rispetto all’intera vicenda: “Abbiamo assistito all’assoluta impossibilità di un confronto con la minisindaca – ha aggiunto Minutoli – la presidente non ha mai risposto ai cittadini, non c’è stato un confronto istituzionale, l’unica volta in cui è stata presente non ha proferito parola, ha registrato un video in macchina da sola senza contraddittorio, questo è vergognoso com’è vergognosa la modalità di gestione dell’intero caso”. Infine la mamma ha concluso: “Nemmeno una parola di solidarietà verso i lavoratori che resteranno disoccupati”. 

La delibera comunale per FdI è la "vittoria di Pirro"

All’indomani della delibera di giunta capitolina il gruppo Fratelli d’Italia ha inviato una replica al nostro giornale per spiegare i motivi del dissenso rispetto il documento votato in municipio a gennaio: “Lacrime di coccodrillo da parte del Pd con Leobruni e vittoria di Pirro dei consiglieri del Movimento 5 Stelle. Come Fdi votammo contro quella risoluzione perché è accaduto proprio quello che avevamo previsto: solo due nidi salvati dalla maggioranza grillina in Assemblea Capitolina, e non tutti e 4 come invece con un emendamento bocciato proprio dai 5 stelle noi chiedevamo. Adesso dovreste spiegarci perché gli asili di Torraccia e Ponte Mammolo/Rebbibia verranno penalizzati e chiusi. Come si fa a cantare vittoria in una gestione a dir poco schizofrenica con Giunta e Consiglio agli antipodi e per di più il bollo della mala gestione lo mette l’assessore Montuori. Bisogna passare la proprietà dal municipio al dipartimento Patrimonio e poi ancora al dipartimento Scuola che in accordo con il Municipio lo affida agli attuali gestori...un labirinto di pazzia pura”. A questo hanno aggiunto: “Fratelli d’Italia con chiarezza proponeva un anno di proroga e poi le 4 strutture messe a bando, ma probabilmente c'è chi è interessato a complicare le cose ai cittadini anziché risolvere" hanno dichiarato il capogruppo Gianni Ottaviano e i consiglieri Roberto Santoro e Luca Scerbo di FdI. Soddisfazione invece per il gruppo consiliare del M5S e per i due nidi “messi in salvo”: “Gli strumenti dei politici per esprimere un indirizzo politico sono gli atti, e loro non ne hanno prodotti – ha replicato la capogruppo grillina Germana Di Pietro – si sono sempre posti in contrasto rispetto alla volontà di portare avanti la necessità dei nidi in questi due quadranti, addirittura gridando all'illegittimità del nostro documento e non volendo calendarizzare la discussione". 

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