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Delocalizzazione Basf, la Provincia apre un tavolo: "Ora tocca al Comune"

Margapoti rappresentante dei comitati di quartiere: "Incontro utile, ma dobbiamo continuare cosi. Al Comune non riusciamo a trovare un responsabile politico con cui colloquiare, nonostante l'ottimo lavoro di Scozzafava"

I rappresentanti dei quartieri Settecamini, Case Rosse e Setteville si sono nuovamente incontrati con la Provincia di Roma, rappresentata dall’Assessore Michele Civita, da un funzionario del Presidente Zingaretti e dai Direttori degli Uffici tecnici, Dr Vesselli e Dr Capitani, per discutere sulla delocalizzazione della Basf di Via Salone

La Basf, specialista nello smaltimento di catalizzatori esausti di ogni genere, rigettati da industrie chimiche e farmaceutiche di tutta Europa, è da tempo accusata dalle associazioni ambientaliste e dai residenti di costituire un pericolo per la salute, per via delle presunte sostanze sversate nell'atmosfera e nel suolo. Da questa attività, la Basf, ricava metalli preziosi e rari e a nulla sono servite, negli ultimi anni, le ripetute interpellanze parlamentari, di Italia Nostra e le denunce da parte dei mass media volte all’allontanamento definitivo dell’attività dai centri abitati.
 
L’INCONTRO – La novità è che, con quest'ultimo incontro, sembrerebbe essersi instaurato un canale diretto tra i Comitati e l’Assessore provinciale Civita, mostratosi disponibile a individuare una nuova collocazione, nell’ambito della Provincia di Roma, dove trasferire lo stabilimento. Civita sembrerebbe poi aver considerato fondamentale il compito, da parte del Comune di Roma, di preparare un nuovo piano di valorizzazione urbanistica dell’area in cui attualmente insiste lo stabilimento Basf, in quanto il vecchio protocollo d’intesa, stipulato dall’Assessore Morassut con l’allora Engelhard, prevedeva nell’area la concessione di nuove edificazioni residenziali e direzionali per 50.000 mq.
 
Il portavoce dei Comitati per la TiburtinaRocco Margapoti, ha affermato in seguito: "L'incontro è stato utile, ma ora questa collaborazione deve continuare. L'Assessore Civita ha aperto una linea di dialogo, la stessa cosa vorremmo fare con il Comune di Roma, ma non riusciamo a trovare un responsabile politico con cui colloquiare, anche se il Dr. Scozzafava, Direttore del V Dipipartimento che ha ricevuto la delega dal Sindaco sul problema Basf, sta svolgendo un ottimo lavoro." e aggiunge " Abbiamo appreso che la Basf ha già iniziato i suoi controlli il 28 giugno e che dureranno un mese, praticamente tutto Luglio. Poi li ripeterà nel mese di Ottobre. Questi controlli sono previsti dall’A.I.A (Autorizzazione Integrata Ambientale, ndr) e vengono effettuati secondo un protocollo di monitoraggio predisposto dalla stessa Basf, tramite una Società da essa incaricata, e approvato dall’ARPA. I Comitati - conclude poi Margapoti - stanno esaminando questo protocollo e, da un primo esame sommario, ritengono che non abbia nessuna validità, per diversi motivi di cui stanno elaborando un documento dettagliato".
 
LA ZONA COLPITA – La zona colpita dai cattivi odori e dall’inquinamento ambientale comprende un raggio di 300-400 metri dall’inceneritore dell’industria chimica. Nella zona interessata vivono in questo momento circa 350 famiglie ed è presente sul territorio, incredibilmente, anche un asilo nido
 
LE CONDIZIONE FONDAMENTALE – Per ottenere dei risultati, però, è necessario che la Basf accetti di sedersi intorno ad un tavolo.  A tal proposito la Provincia e il Comune dovrebbero unire le loro risorse per attuare un Piano di Sorveglianza permanente sulle emissioni in atmosfera, predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità mediante controlli 24 ore su 24 all’esterno dello stabilimento.

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