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Alloggio consegnato tra muffa e degrado, Ater: "Sarà ristrutturato interamente"

La replica di Ater al nostro videoservizio in cui abbiamo ha mostrato una “casa degli orrori” consegnata ad un loro inquilino disabile: “Verrà sistemata totalmente”

Un appartamento avvolto nel degrado, dove la muffa la fa da padrona, i muri sono spaccati e il bagno in condizioni a dir poco imbarazzanti. Una casa del comprensorio popolare del Tiburtino III che, come raccontato da Roma Today, è stato consegnato ad Anselmo Mosca dopo che, insieme alla moglie Tiziana, hanno atteso per 7 lunghi anni un cambio alloggio.

A seguito della denuncia dell’inquilino attraverso il nostro giornale, l’azienda regionale di edilizia popolare ha fatto sapere che “mai si potrebbe consegnare un appartamento in questo stato, tanto che è già previsto un intervento di ristrutturazione completo, con istallazione di una caldaia al momento mancante, e sarà ultimato nell’arco di un mese dall'avvio dei lavori”.

Ristrutturazione dell’intero alloggio

Quindi non solo sul tetto per fermare le infiltrazioni d’acqua come indicato dall’addetto di Ater che ha consegnato le chiavi ad Anselmo, e come riportato anche sulla lettera di consegna. “Un probabile errore di comunicazione tra gli uffici”, rispondono. Ater, con una nota, sottolinea inoltre che “in forza della recente normativa regionale, è stata in grado di provvedere in due mesi ad un cambio di alloggio atteso invano da anni da parte del Comune di Roma”, l’ente preposto a dare le assegnazioni delle case popolari. Che all’inquilino è stata data l’opportunità di scegliere tra tre soluzioni abitative (di cui una però senza ascensore, mentre sia lui che la moglie soffrono di una grave disabilità), ma tra le quali c’era anche “un alloggio completamente ristrutturato a Casal Monastero".

“Il contrasto alle occupazioni non sottrae fondi per le manutenzioni”

Quanto alle dichiarazioni riportate da Michelangelo Giglio del sindacato Asia Usb, secondo cui “Ater spende ingenti  risorse per il contrasto alle occupazioni lasciando poi vivere le persone in case prive di manutenzione”, l’azienda guidata dal direttore Andrea Napoletano risponde che “la messa in sicurezza dalle occupazioni degli alloggi in attesa di assegnazione è tenuta a farlo per legge”, e che “la manutenzione degli alloggi procedono parallelamente senza alcuna distrazione di fondi l’uno dall’altra”.

Troppo tempo per assegnare le case

Un’altro tema emerso dalla storia di Anselmo Mosca è anche il lungo iter di assegnazione delle case popolari in questa città. Da settimane i sindacati degli inquilini, in in ultimo il Partito democratico, denunciano il fatto che negli uffici del Comune di Roma sia tutto praticamente fermo. Una tesi che trova conferma da come si presenta questo specifico alloggio (qui il video), vuoto da tre anni. “Ma probabilmente anche da molto più tempo visto lo stato di degrado”, sottolinea il sindacalista Giglio.

Quindi per Anselmo e sua moglie Tiziana si prospetta un lieto fine. E questa è, laddove le cose vadano nel verso giusto, la cosa importante.

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