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Colli Aniene, dopo gli sgomberi il nulla: nessuna bonifica e il rischio roghi tossici è dietro l'angolo

Nelle scorse settimane, il gruppo "decoro" del comitato ha effettuato sopralluoghi per verificare la presenza del materiale post sgomberi

Foto CDQ Cittadini di Colli Aniene Bene Comune

L’ultima nota inviata dal comitato di quartiere al Comune, al Dipartimento Ambiente e alla Polizia locale, risale allo scorso 28 gennaio ma prima di questa data altre denunce erano state lanciate dai cittadini di Colli Aniene. “Chiediamo la bonifica del materiale rimasto nei terreni dopo gli sgomberi dei micro insediamenti, in particolare a ridosso del fiume Aniene” ha spiegato al nostro giornale Gabriella Masella, presidente del comitato. 

Il sopralluogo del comitato e la richiesta: “Bonificate le aree sgomberate”

Nelle scorse settimane, il gruppo “decoro” del comitato di quartiere che si occupa principalmente della tutela e della salvaguardia ambientale, insieme agli uomini del PICS, ha svolto un sopralluogo in via degli Alberini (a ridosso del quartiere Ponte Mammolo). In altre occasioni il gruppo ha effettuato sopralluoghi anche a ridosso del fiume Aniene. “Oltre alla presenza di micro insediamenti, davanti ai quali abbiamo allertato anche i servizi sociali considerata la presenza di minori – ha continuato Masella – Denunciamo l’abbandono e la mancata bonifica di lamiere e altro materiale di fortuna dopo lo sgombero o l’allontanamento degli abitanti”. Un aspetto che per i Cittadini di Colli Aniene Bene Comune rappresenta anche la causa dei roghi tossici. 

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Il timore dei roghi e della nascita di nuove “baraccopoli”

“La rimozione dei rifiuti – hanno spiegato ancora dal comitato – rappresenta un passaggio fondamentale per evitare che diventino cava per nuove costruzioni, siano trasportati dalla piena del fiume e finiscano in mare, diventino sorgente di roghi tossici e inquinino il sottosuolo”. Basti pensare che nell’aprile dello scorso anno, proprio dal materiale non bonificato di un’area sgomberata in via Collatina Vecchia (tra via Grotta di Grena e via del Flauto), si sprigionò un incendio che costrinse i cittadini a respirare fumi nocivi per giorni.
 

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