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Settecamini, sospensiva per il centro di accoglienza: "Pronti al dialogo con i residenti"

Il Comune ha richiesto una sospensiva, "per avviare un dialogo con i cittadini". Ma questi non si fidano, convinti che lo stop sia legato a questioni tecnico strutturali: "Vogliamo la revoca"

Per il momento è tutto bloccato, grazie a una sospensiva richiesta dal Comune. Ma i residenti sono tutt'altro che convinti, e la protesta è tutt'altro che sopita. Il quartiere di Settecamini prova a vederci chiaro sulla destinazione a centro di accoglienza per un centinaio di rifugiati di Lampedusa di una struttura in Largo Davanzati, facente capo al progetto Sprar del Ministero dell'Interno. Alla notizia, circolata tra i residenti e poi confermata dal Campidoglio, la rabbia è montata in un attimo. 

La scorsa settimana una serie di assemblee e riunioni davanti alla struttura, ieri mattina la manifestazione sotto Palazzo Senatorio. Il no dei cittadini al centro per immigrati è netto, e non ammette compromessi: "Non ce lo possiamo permettere, il quartiere è già abbastanza provato, abbiamo già situazioni abbastanza critiche da gestire, vedi il campo rom di via di Salone. E poi abbiamo le scuole a pezzi, perché non usare quei locali per una nuova struttura scolastica?". Da qui la ricerca di un dialogo con le istituzioni e l'incontro in mattinata tra comitati e Municipio. 

Questa la comunicazione fornita ai presenti: al momento il Campidoglio ha chiesto una sospensiva. Motivo? Per i cittadini che hanno preso visione dell'atto, dove la causa del provvedimento non compare, si tratterebbe di questioni tecniche, legate alla temporanea assenza del certificato di agibilità. Nulla a che vedere dunque con il dietro front chiesto dal quartiere. 

Così Fabrizio Ghera, capogruppo Fdi capitolino, che ha presentato sul tema un'interrogazione al sindaco. "Apprendiamo dai residenti, che hanno incontrato con alcuni rappresentanti del Municipio IV, che la procedura della sospensiva è un bluff. Nel senso che non è sufficiente perché si riferisce solo alla mancata agibilità della struttura e non alla concreta volontà dell’amministrazione di revocare la realizzazione del centro di accoglienza. Fdi esprime solidarietà e vicinanza ai residenti, Marino smetta di prendere in giro la cittadinanza e accolga realmente le richieste dei cittadini di Settecamini procedendo con la revoca”. 

L'Assessorato alle Politiche Sociali, interpellato da Romatoday, smentisce a stretto giro: "La sospensiva è un primo passo verso il dialogo che i cittadini hanno richiesto. Non ha niente a che vedere con procedure tecniche. Siamo disponibili a trattare con loro sul da farsi". E comunque, ci tengono a precisare da Palazzo Senatorio, "il centro accoglierebbe esclusivamente madri e bambini". 

Ragioni a parte, per loro, i cittadini, non è sufficiente sospendere. "Chiediamo una revoca immediata" scrivono su Facebook, dando notizia di una seconda protesta, sempre in piazza del Campidoglio per la prossima settimana. Sul caso si è espresso anche l'ex candidato sindaco Alfio Marchini, che dichiara a Radio Città Futura: "Se noi lasciamo che a Settecamini si realizzi un centro di accoglienza per profughi e immigrati solo perché Marino possa farsi pubblicità dicendo che Roma è accogliente, rischiamo di aggravare l'emergenza sociale. Prima, in quel quadrante già problematico, dobbiamo garantire i servizi". 

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