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Casal Bruciato: chiude Zeppetto. Dopo quasi mezzo secolo la Tiburtina saluta il re dei cocomerari

Dal Municipio: "Non ha più la licenza di esercitare". Intanto l'avvio della petizione per salvare "Zeppetto" indirizzata anche a Berlusconi e Salvini

Zeppetto - via Tiburtina

Se via Tiburtina ha delle icone storiche, una di queste è senza alcun dubbio “Zeppetto”: il cocomeraro di Casal Bruciato. Una presenza fissa e costante da oltre mezzo secolo destinata però a scomparire. Vediamo perché

Dal 1973 la storia di Zeppetto

Era il 1973 quando Augusto Proietti, imprenditore nel commercio al dettaglio, apre il banco per la vendita del cocomero. “Zeppetto” presto diventa un luogo di aggregazione ma anche e soprattutto un simbolo, in altre parole un vero e proprio punto di riferimento e non solo per i romani di passaggio. Alla sua morte e a quella del figlio Romolo, la licenza viene intestata a Lucia, sua figlia. È a lei che la licenza viene revocata “immotivatamente” fanno sapere dalla famiglia che ricorre al TAR definendo questa “Una vicenda che sembra essere priva di qualsiasi logica”. “L’attuale amministrazione del Quarto Municipio non ha in alcun modo tenuto conto di un precedente provvedimento amministrativo del 2006 che spostava l’attività da un lato all’altro di Via Tiburtina, rintracciando nel civico “655” luogo idoneo al suo svolgimento. Non essendoci stati cambiamenti lungo l’intero tratto urbano di Via Tiburtina resta difficile capire quali siano le motivazioni alla base di tale decisione” hanno spiegato. La famiglia Proietti punta il dito contro l’amministrazione a cinque stelle: “La presidente sembra essere ancora più sorda, avendo rifiutato qualsiasi interlocuzione”. 

Qui per firmare la petizione per salvare Zeppetto

Dal Municipio: "Non ha più il titolo di esercitare"

Abbiamo raggiunto Roberta Della Casa, la minisindaca del IV municipio, che ha commentato così: “In questo punto esatto erano presenti due rivenditori di cocomeri che rispetto alle norme del Codice della Strada non potevano restare qui, non avevano una piazzola di sicurezza a ridosso di una strada di grande viabilità”. Ha aggiunto: “Avremmo voluto mettere in pratica lo stesso principio di delocalizzazione così come avvenuto per gli ambulanti di via Tiburtina ma abbiamo riscontrato delle anomalie amministrative, oltretutto – ha concluso – il Tar ha rigettato la richiesta di sospensiva e quindi non hanno più il titolo di esercitare”. 

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Intanto per “Zeppetto” è partita una gara di solidarietà tradotta in una raccolta firme dal titolo “Dopo mezzo secolo chiude a Roma Zeppetto", diretta, oltre alla sindaca Raggi anche a Berlusconi, Salvini, Di Maio e Meloni. 

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