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Polisportiva Carlo Levi sotto sgombero: a rischio il cuore pulsante di Casal Bruciato

La polisportiva Carlo Levi non è solo una palestra ma un punto di riferimento. E' sotto sgombero. Marcello Stella, uno dei fondatori, ci ha raccontato la storia

Non solo pugilato, karate e ginnastica ma anche aggregazione attraverso iniziative sociali e culturali. Insomma, il cuore pulsante del quartiere Casal Bruciato. E' così che residenti e atleti hanno indicato la polisportiva Carlo Levi che da 50 anni opera sul territorio e crea un'alternativa concreta alla strada. Il Comune però ha inviato una richiesta di sgombero nei mesi scorsi, per dare seguito alla delibera 140 del 2015 che tra i suoi obiettivi ha quello di riordinare l'immenso patrimonio capitolino in concessione. Dalle pagine del nostro giornale i responsabili della struttura provano a lanciare un appello alle istituzioni.

E' Marcello Stella, uno dei cinque fondatori della Polisportiva Carlo Levi e oggi anche memoria storica del quartiere, a raccontarci com'è nata questa esperienza, quali sono i servizi offerti e come vorrebbero festeggiare i 50 anni di attività che ricorrono proprio nel 2017.

"Nel 1971 eravamo giovani, cinque amici, tutti con la passione per la boxe e pugili a nostra volta - racconta Stella dalle sale della palestra di via Diego Angeli - abbiamo deciso di mettere in piedi un'associazione". La scelta dei locali non è stata casuale: "Qui - ha proseguito guardandosi intorno con un'aria mista di commozione e ricordi - in quegli anni c'era un garage abbandonato che è diventato presto una gigantesca discarica dove buttavano di tutto".

Non si sono persi d'animo i cinque amici, si sono rimboccati le maniche e si sono messi al lavoro: "Questo posto non aveva barriere architettoniche, l'abbiamo scelto soprattutto per questo, per dare a tutti la possibilità di accedervi". Qui i lavori per sistemare la struttura sono stati fatti da Marcello e gli altri amici. "Abbiamo stipulato un contratto di locazione con il Comune di Roma, l'affitto mensile era all'epoca due milioni di lire, poi diventati 1.700 euro".

Sulle prime iniziative della polisportiva Stella ha ricordato: "Dacia Maraini ha messo in piedi qui il primo spettacolo teatrale, abbiamo ospitato la famiglia di Carlo Levi a cui il centro è dedicato, tante le iniziative sociali anche contro la violenza sulle donne". Non è tutto, da qui sono usciti anche nomi importanti del pugilato, come Emiliano Salvini, oggi campione italiano di boxe.

Ma quello che più conta rispetto al resto che la polisportiva Carlo Levi crea un'alternativa alla "strada" in un quartiere di periferia spesso difficile come Casal Bruciato. "Nella nostra palestra sono venuti anche minori detenuti a Casal del Marmo, qui sono passati per un reinserimento sociale grazie alla convenzione stipulata con il ministero degli Interni".

Nei locali della palestra si allenano 80 pugili, la quota mensile per frequentarla è di circa 30/40 euro al mese mai meno abbienti la frequentano anche gratis. "Abbiamo rinnovato per due volte il contratto con il Comune - ha raccontato ancora Stella - nel 2013 però abbiamo sospeso i pagamenti per 3 mesi a causa delle infiltrazioni dal tetto nella zona dedicata al teatro". A questo punto ha aggiunto: "Ci siamo offerti di provvedere da soli al ripristino a patto che liberassero la parte superiore dell'edificio dal terreno, magari con una guaina, non è stato possibile ma dopo qualche mese abbiamo ripreso i pagamenti e pagato anche i mesi sospesi". Dal 3013 la Polisportiva Carlo Levi non ha più il contratto di locazione ma ha continuato a pagare le mensilità". Stella ha concluso: "Ci è arrivata una prima richiesta di sgombero quattro mesi fa, abbiamo fatto ricorso al Tar e lo abbiamo perso a marzo inizia il processo, ci hanno chiesto 200mila euro di arretrati perché ora i conteggi vengono fatti "a tempo pieno" come si trattasse di un locale commerciale".

"Mi alleno qui da 30 anni - ha raccontato Emiliano Salvini, campione italiano di boxe - questa non è solo una palestra, è un luogo di aggregazione, impossibile pensare di andare via da qui". Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Elena Pinsone, una residente che più di 30anni fa ha messo in piedi qui uno spettacolo teatrale contro la violenza sulle donne: "La polisportiva Carlo Levi è Casal Bruciato, qui siamo cresciuti noi, abbiamo fatto crescere i nostri figli, è un punto di riferimento, un posto sicuro, i politici dovrebbero pensare a diminuire i loro stipendi piuttosto che distruggere quello che abbiamo creato cercando di sopravvivere in questa periferia".

Una testimonianza arriva anche da Andrea Mosetti che qui si è allenato ed è oggi responsabile dell'associazione Intifada Casal Bruciato: "Prima di togliere i locali alle associazioni, ai gruppi, sarebbe necessaria una ricognizione, vedere davvero cosa facciamo all'interno degli spazi, non si può pensare di privare i cittadini di servizi importanti in attesa di un altro bando, in questo modo si bloccherebbe la città per anni, nella stesura del bando sarebbe oppurtuno riconoscere un punteggio maggiore a chi ha trasformato queste "discariche" in luoghi di aggregazione".

L'APPELLO - E' stato Marcello Stella a lanciare un appello alle istituzioni perché la polisportiva Carlo Levi vuole restare qui e continuare a fare quello che fa 50 anni, sopperire cioè all'assenza delle istituzioni: "Dove mandiamo i ragazzi se ci sgomberano? Chiediamo a chi di dovere di rivedere la delibera 140: "

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