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Le proposte del Pd per salvare le associazioni culturali spiegate alla polisportiva Carlo Levi

Il documento è stato presentato nel tardo pomeriggio di lunedì 6 marzo presso i locali della polisportiva Carlo Levi di via Diego Angeli

Polisportiva Carlo Levi, associazione culturale Torraccia (ACT), centro culturale Fidia, CSA Intifada. Sono queste alcune delle realtà territoriali del municipio Roma IV che nel tardo pomeriggio di ieri, lunedì 6 marzo, si sono riunite nei locali dell'associazione di via Diego Angeli, per discutere della delibera 140. Il documento che, partorito con la giunta Marino, attuato con il commissario Tronca, potrebbe, senza nessun intervento, far chiudere numerose associazioni a Roma che si occupano di produzione culturale. All'incontro, oltre alcuni rappresentanti del Municipio, in quota PD, anche numerosi cittadini e il consigliere comunale Orlando Corsetti.

E' stato proprio Corsetti a spiegare a quanti sono intervenuti la delibera presentata dal gruppo del partito democratico che lo vede primo firmatario, per mettere un "freno" agli sgomberi forzati. Le lettere di sfratto sono state inviate infatti alle associazioni che non hanno avuto il rinnovo delle concessioni, alle quali viene chiesto il pagamento del canone di locazione non più ridotto al 20% ma pagato interamente al 100% quindi. Una "batosta" che chi realizza attività per fini sociali senza svolgere attività commerciali e quindi senza scopo di lucro all'interno dei locali è impossibile da pagare.

E la delibera di Corsetti è partita proprio da qui. Vediamo come. Il documento, presentato in aula Giulio Cesare il 22 febbraio scorso, ha visto al centro del dibattito politico di certo la salvagurdia degli spazi culturali, al fine di evitare nuovi sfratti. La proposta: regolarizzare tutte le associazioni che agiscono per un uso socio-culturale purché siano in regola con la concessione e quindi con il pagamento del canone ridotto al 20%, esclusione fatta per i partiti politici. Non solo. A questo il gruppo dem capitolino, ha aggiunto di dover verificare, singolarmente, tutte le assegnazioni scadute per capire dove potrebbe rendersi opportuno il recupero dell'immobile.

"Una partita nata male con la giunta Marino – ha commentato Nicolò Corrado presidente della commissione controllo, garanzia e trasparenza del Municipio Roma IV, presente all'iniziativa -  che adesso il partito democratico si sta facendo carico di risolvere". A questo ha aggiunto: "Auspico che il movimento 5 stelle al governo della città si renda conto della situazione e operi una moratoria che permetta una rapida e puntuale verifica del patrimonio cittadino e del suo uso". Inoltre: "Non bisogna fare di tutt'erba un fascio, è compito del Comune garantire la legalità senza miopia amministrativa. Corrado ha quindi concluso: "Tra le realtà interessate dagli sfratti ci sono realtà che senza lucro assistono disabili, altre che custodiscono veri e propri musei, altre ancora danno vita a quartieri periferici che senza di loro sarebbero puri e semplici dormitori, mi auguro che il Comune agisca in fretta bloccando gli sfratti indiscriminati".

Ma c'è dell'altro. Il timore, soprattutto qui a Casal Bruciato è stato presto palesato da alcuni cittadini intervenuti: "Il rischio è che lo sgombero di queste realtà a supporto della collettività portino ad occupazioni abusive degli immobili".

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