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Casal Bruciato, il comitato popolare non si arrende: “Via l’antenna dalla scuola”

Nel luglio dello scorso anno anche l’avvio di una petizione. Ad oggi nulla di fatto, la stazione radio base sul tetto dell'istituto resta

“Non ci arrendiamo, continueremo a portare avanti la nostra battaglia affinché l’antenna di via Sandro Sandri venga rimossa”. Determinati e caparbi gli attivisti del comitato popolare di Casal Bruciato che nonostante l’ennesimo diniego da parte dell’amministrazione comunale, continuano a battere i pugni sul tavolo e a chiedere che la stazione radio base, posizionata sul tetto di una scuola al centro del quartiere, venga eliminata per essere installata altrove. 

Settecento le firme raccolte dal comitato popolare e consegnate alla commissione urbanistica del Campidoglio, lo scorso luglio: di lì a poco, Arpa avrebbe dovuto svolgere un sopralluogo per comprendere le reali esigenze di recezione nella zona adiacente l’antenna che giustificassero quindi la sua installazione. Già perché l’antenna, ricordiamo, è stata già installata sul tetto della scuola, nonostante anche il municipio abbia espresso parere contrario, in barba al regolamento comunale che la vorrebbe a 100 metri dai siti sensibili, quali le scuole. 

La verifica di Arpa, proposta come soluzione dal Dipartimento “Non ci risultava evidentemente adeguata, trattandosi di una verifica ex post, che nulla dimostra rispetto all'effettiva illegittimità del procedimento di autorizzazione concesso alla compagnia telefonica che, ai sensi del Regolamento e in presenza di opposizioni protocollate da parte degli abitanti e del Municipio, non avrebbe potuto installare l'antenna, come invece è stato fatto nel silenzio più totale” hanno spiegato dal comitato.

“Se anche risultasse una mancanza di rete, la copertura potrebbe essere garantita anche posizionando una SRB lontano da questo luogo sensibile. Non riscontriamo alcuna necessità di tenere l’antenna su una scuola, al centro di un quartiere fortemente popolato e pieno di asili nido, scuole pubbliche, centri anziani, edifici sportivi, chiese” hanno concluso. 
 

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