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VIDEO | Casal Bruciato, cacciati di casa dopo 43 anni: "Il Comune prenda le case da Enasarco"

Le 118 famiglie che dal 1974 vivono nelle palazzine Enasarco, gestite da Ater, mostrano le lettere recapitate in cui si annuncia la fine del contratto di locazione: "Ci propongono un alloggio temporaneo alternativo, ma che significa? Noi restiamo qui".

 

Molti di loro ricordano come fosse ieri la grande "battaglia per la casa di San Basilio" che li portò a vivere qui. Alcuni di loro rappresentano già la seconda generazione. Figli che ora, accanto ai loro genitori, sono decisi a combattere fino alla fine per non dover rinunciare a quella che è stata la loro casa "per ben 43 anni - sottolinea Luana Lutta mentre mostra il contratto di locazione temporanea per gli alloggi popolari datato 1974 -. Per tutto questo tempo abbiamo pagato affitto e spese, come inquilini Erp, malgrado quel conratto fosse temporaneo, e su cui nessuno ha mai detto nulla. Ora ci vogliono spostare senza alcuna certezza, e questo è inamissibile. Ci sono persone anziane qui, dove le vogliono mettere?".

"L'anomalia maggiore è che di queste cinque palazzine Enasarco, una è gestita dal Comune di Roma che paga 330 al mese per appartamento - spiega Michelangelo Giglio di Asia Usb - mentre le altre quettro di Ater, che sono oggetto di sfratto, hanno avuto un costo di  mille e cinquanta euro ad alloggio. Per noi questa è una truffa bella e buona che abbiamo deciso di denunciare". Da qui, secondo il sindacato, "una delle tante anolanie di gestione di Ater che ora per i debiti ha deciso di interrompere il contratto di locazione con Enasarco - continua Giglio - lasciando 118 famiglie letteralmente in mezzo ad una strada, visto che di case il Comune di Roma non ne. Prendesse in carico queste".

A fronte dei debiti di morosotità a cui devono far fronte molti di questi inquilini, c'è "la volontà di pagarli" ma che siano dilazionati e ad una condizione: "Nella lettera che ci hanno inviato ad agosto c'è scritto che solo chi onorerà i debiti verrà messo in lista per un alloggio alternativo - spiega Silverio Riccardi, pensionato che vive nella palazzina C con un debito di morosità pari a circa sei mila euro -. Io li voglio pagare, se mi mettono nelle condizioni di poterlo fare, ma a patto che mi lascino vivere qui".

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