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Arte, crisi e periferia: Nuova Gestione 2014 anima Casal Bertone

Negozi chiusi e locali sfitti usati per ospitare installazioni temporanee di giovani artisti. Una ricetta per animare il quartiere e per raccontarlo. Si chiama Nuova Gestione 2014, cinque opere site-specific visitabili dall'11 al 23 marzo

Locali in via Domenico De Domicinis

Arte contemporanea e quartieri di periferia, ai tempi della crisi. Ecco i tre ingredienti base di Nuova Gestione, progetto artistico di riqualificazione urbana ideato e creato dal collettivo Sguardo Contemporaneo. Negozi chiusi e locali sfitti usati per ospitare installazioni temporanee di giovani artisti. Una ricetta per animare il quartiere e per raccontarlo, una scelta dal sapore un po' internazionale in una Roma tanto eterna quanto estranea all'arte di oggi.

Dopo il lancio dello scorso anno al Quadraro, protagonista di quest'edizione è il quartiere di Casal Bertone. Qui un locale in affitto in via Domenico De Domicinis ospita lo studio sull'Ex Snia Viscosa di Maria Carmela Milano e l'indagine sull'equilibrio costruttivo dei materiali di Michela De Mattei, un ex macellaio gli edifici simbolo del quartiere con i volti dei residenti proiettati da porte e finestre, opera di Daniele Spanò.

Piazza Santa Maria Consolatrice fa spazio a un test di progettazione partecipata illustrato su pannelli posti a ridosso dell'edicola. E un ex fotografo in via Govone accoglie una riproduzione, tra pittura e installazione, della Polisportiva Casal Bertone Occupata, realizzata dal duo Grossi Maglioni. Cinque opere site-specific, visitabili dall'11 al 23 marzo, in quattro locali in disuso recuperati e rianimati. 

Un legame col territorio appositamente cercato quello di Nuova Gestione. Un'indagine sul tessuto urbano del quartiere mirata a comprenderne aspettative e problematiche, con la testimonianza diretta dei residenti. Ben esprime il concetto l'intervento di Tau Studio, di Simone d'Ottavio e Stefano Petrocchi, una ricerca tra ingegneria e architettura finalizzata allo sviluppo di una progettazione partecipata del quartiere. Pannelli illustrativi con mappe in scala e proposte scritte direttamente dai cittadini in appositi spazi sui cartelloni. Può funzionare davvero una progettazione del tessuto urbano che coinvolga in prima persona chi lo abita e lo vive? Ingegneri e architetti raccolgono i dati e tramite specifica elaborazione provano a dare una risposta. 

Nuova Gestione 8-2

"Un progetto importante, portato avanti da ragazzi che hanno voluto osare qualcosa che si fa molto in altre città europee - commenta l'assessore ai Lavori Pubblici e alle Periferie, Paolo Masini presente all'inaugurazione dell'evento - Da un lato si fa rivivere gli spazi lasciati vuoti, dall'altro si dà ai ragazzi un'opportunità di espressione delle proprio opere. Il progetto ha un plus valore in un momento di crisi come questo". Altra particolarità dell'evento è che "non sono opere calate dall'alto, gli artisti prima cercano un dialogo con il territorio, con i cittadini, con l'intento di integrare memoria del territorio e innovazione". 

Chi paga gli spazi? Sono gli stessi privati a mettere a disposizione i propri locali, guadagnando in visibilità, per chi cerca acquirenti o affittuari, e, per lo più, in rivalorizzazione.

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