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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Via La Spezia, smog fuori controllo: valori record fuori dalla Carducci

Su via La Spezia i valori più alti di biossido d'azoto

Da via La Spezia emerge un dato preoccupante. Le concentrazioni di biossido di azoto, fuori la scuola Carducci, sono molto elevate. La media oraria, calcolata tra le 7,30 e le 8,30 del 12 ottobre, è risultata essere di  66,1 milligrammi per metro cubo. Questo è il dato che emerge dal report "Ogni respiro è un rischio", recentemente redatto da Greenpeace.

Un dato preoccupante

L'associazione ambientalista ha monitoriato la qualità dell'aria fuori dieci scuole materne ed elementari della capitale. La situazione più preoccupante, si è registrata proprio a ridosso dell'istituto di San Giovanni. Qui infatti è stato ampiamente superato il valore fissato per legge di 40 μg/m3, un parametro stabilito anche nel rispetto delle indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Per questo Greenpeace, imputando l'alta concentrazione di biossido d'azoto al gas di scarico delle auto, ha chiesto alla Sindaca Raggi (ed agli altri sindaci delle città oggetto del report) di prendere un impegno: "fermare i diesel entro la fine del loro mandato ". Intanto però le auto che percorrono la tangenziale, continuano a passare proprio davanti quella scuola. Per quanto tempo, non è chiaro.

La progettualità nel quadrante

In uno degli ultimi incontri che il Campidoglio ha dedicato alla viabilità del quadrante, sono state confrontate due opzioni. La prima prevede il trasferimento del traffico che transitava su viale Castrense, in blocco su via La Spezia. La seconda invece devia il traffico su via Nola e quindi su via Taranto, Un'opzione più laboriosa, che metterebbe tra gli alunni della Carducci e le auto, un po' più di spazio. Non molto in realtà. La zona, funge infatti da cerniera tra Roma nord ed il sud della città. Un fatto che, in presenza dell'attigua tangenziale, diventa difficile da eliminare.

A meno di non voler ripensare in maniera drastica la viabilità della città. Una speranza che cullano i cittadini e che, anche attraverso la rete " San Giovanni Mobilità Sostenibil" comitati ed associazioni, hanno provato a veicolare alle istituzioni. Meno auto, a diesel o a benzina. E più piste ciclabili e strade pedonali. Il sogno per ora resta nel cassetto.

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