Sabato, 19 Giugno 2021
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Violenze: via Labicana 17, appartamento incendiato con le molotov

Pensavano fosse una caserma del Ministero della Difesa, dentro c'erano case e famiglie. Con le molotov hanno incendiato l'appartamento di un ex generale in pensione che è stato completamente distrutto

Appartamento incendiato e distrutto in via Labicana

Durante la violenze avvenute nella manifestazione del 15 ottobre a opera di una frangia violenta, il punto massimo dei danneggiamenti si è registrato intorno a un portone: quello di una sede del Ministero della Difesa. Dietro a quel portone però ci sono degli appartamenti verso i quali i violenti sono riusciti ad arrivare. Qui sono stati “respinti dai residenti” che, a quanto ci raccontano, hanno gridato loro contro di andar via. In quel luogo infatti non c'è propriamente il Ministero della Difesa, ma delle case abitate da famiglie e bambini. Anche per questo i violenti se sono andati anche se lo stabile non si è salvato del tutto. Sulla destra del portone, al civico 17 c'è l'entrata di un appartamento, quello in cui vive un ex generale in pensione con la moglie e che è stato completamente distrutto dalle fiamme.

L'ex generale stamattina era lì davanti alla sua casa distrutta e con il tetto crollato. Raccontava quello che gli è accaduto e quanto ha rischiato. Con lui c'era anche sua figlia che da stanotte ospita i suoi genitori rimasti senza casa. “Mio padre ha avuto un'embolia ai polmoni, non dovrebbe respirare nemmeno lo smog e invece s'è trovato dentro un incendio” ci racconta.

Sì, perché ieri, mentre venivano lanciate le molotov, l'ex generale e sua moglie erano in casa e, improvvisamente, si sono ritrovati in mezzo al fumo e alle fiamme che si sono propagate fino al secondo piano, mangiando tutto quello che hanno trovato: mobili, averi, documenti. Tutto quel che c'era nell'appartamento è andato distrutto, così come il soffitto che ha ceduto.



Mentre le fiamme si propagavano i due hanno cominciato a chiamare aiuto e mentre dal lato esterno della casa c'erano i violenti, dalle finestre che si affacciano nel cortile interno sono stati uditi dai vicini. Intanto i minuti passavano e le fiamme si propagavano. Prontamente, un vicino è riuscito a trovare una scala e a poggiarla a una delle finestre interne e, come ci racconta la figlia dell'ex generale: “Mio padre si è praticamente buttato dalla finestra.” I due coniugi sono stati salvati dai vicini, mentre fuori le auto venivano incendiate, le banche danneggiate e altre molotov venivano lanciate nella sede dell'associazione accanto alla loro casa che, anche lei, prendeva fuoco.

Dell'appartamento rimane l'ossatura, l'aspetto tipico di una casa incendiata: muri anneriti e l'odore acre intorno che si sente forte anche il giorno dopo. Guardando la finestra dalla strada si vede perfettamente il cielo: il tetto non c'è più e neanche l'appartamento. Ora, ci dice la figlia: “Stanno cercando di aiutarli, vedere se riescono a trovargli una nuova collocazione, ma devono fare ancora la stima dei danni ed è difficile da fare perché tutto è andato distrutto.”

Quindi una sua supposizione: “L'atto era intenzionale, mi sembra evidentemente, non escluderei che abbiano fatto anche dei sopralluoghi prima, prendersela con un appartamento non è normale.”
 

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