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Via La Spezia: foto d'archivio

Via La Spezia: foto d'archivio

Viabilità San Giovanni, le modifiche promesse da Raggi non si vedono: “Il cantiere va fermato”

L'opposizione municipale e cittadina chiede di rivedere il progetto che la Sindaca, a febbraio, aveva annunciato di voler modificare

Doveva essere “l’esempio concreto di mobilità virtuosa”. Ma ha finito per creare lunghe file e tante critiche. Il progetto di modifica della viabilità a San Giovanni continua a dividere. Anche all’interno della maggioranza pentastellata.

La promessa disattesa

La Sindaca, a fine febbraio, aveva annunciato dei ripensamenti. Dopo un fine settimana trascorso tra le polemiche dei cittadini, incolonnati su via La Spezia, via Taranto e sulle restanti strade del quartiere, Raggi aveva promesso dei cambiamenti. “Siamo andati a verificare personalmente e ci siamo resi conto che la nuova viabilità non regge i flussi di vetture e ha bisogno di alcune correzioni Siamo quindi pronti a rivedere l'intero progetto" aveva dichiarato la Sindaca  il 22 febbraio. Da allora non si sono verificate modifiche sostanziali.

Nessun cambiamento sostanziale

L’unica novità degna di nota, il doppio senso di marcia “all’inglese” su via Pozzuoli, secondo il presidente della commissione Mobilità Enrico Stefàno “era già previsto per favorire le manovre locali”. Dunque, gli interventi “sull’intero progetto” si sono limitati, essenzialmente, a qualche “aggiustamento” alle fasi semaforiche. Una sorta di compromesso che, secondo i cittadini che continuano a contestare l’operazione complessiva, non risolve il problema delle code causate delle modifiche ai sensi di marcia nel triangolo compreso tra via La Spezia, via Taranto e Largo Brindisi.

Il tema è stato affrontato in una seduta della commissione trasparenza del Municipio VII.  “Dall’annuncio della Sindaca sul disastro di via Taranto e Via La Spezia ancora nessuna modifica concreta e sostanziale al progetto. Nel frattempo, dopo gli interventi su Via Taranto, i lavori su via La Spezia e via Pozzuoli - proseguono a gran velocità senza alcuna considerazione per le osservazioni e le critiche mosse in questi anni dai cittadini e dalle forze politiche di opposizione” hanno obiettato il consigliere comunale Giulio Bugarini e la  Presidente della commissione Trasparenza municipale Francesca Biondo.

La fronda interna al M5s

L’assenza d’interventi sostanziali rappresenta un altro passo indietro della sindaca. D’altra parte la sua prima inversione di marcia, era stata fortemente stigmatizzata dal consigliere capitolino Enrico Stefàno che aveva bacchettato Virginia Raggi,  intenzionata ad apportare le modifiche.  “Nella migliore delle ipotesi, la Sindaca non legge ed approfondisce le delibere e i progetti che le accompagnano prima di approvarli” aveva dichiarato Stefàno. Forse non è un caso che, la revisione “dell’intero progetto” non sia arrivata anche perchè il presidente della commissione Mobilità fa parte della cosiddetta “fronda” interna al Movimento 5 stelle. Ma il suo voto, come quello degli altri pentastellati che non vedono di buon occhio la ricandidatura di Raggi, è diventato nelle ultime settimane determinante per gli equilibri della maggioranza. Dopo l’addio di cinque consigliere (l’ultima in ordine di tempo è stata Simona Ficcardi) il gruppo capitolino del M5s può infatti contare su una quantità esigua di consiglieri. Il loro numero è lo stesso di quelli che siedono tra i banchi dell’opposizione. A patto, però, che non si verifichino defezioni.

Ripensare la distribuzione dei flussi di traffico

Le mancate modifiche al progetto che, prima del recente ripensamento, la sindaca aveva per anni incensato con i post su facebook, potrebbero essere lette alla luce del delicato equilibrio che regna nel gruppo M5s in Comune. Restano però le critiche di quanti ritengono che, l’attuale assetto, sia penalizzante per la mobilità. “Abbiamo chiesto ancora una volta di fermare il progetto così come è stato pensato - hanno sottolineato Bugarini e Biondo,dopo la commissione trasparenza del Municipio VII -  per consentire quelle modifiche concordate con la cittadinanza”. Secondo i due consiglieri del PD, servirebbero a “limitare i danni di questo intervento nella direzione di distribuire i flussi di traffico e garantire la salute e la sicurezza dei cittadini”. Richieste che, per ora, non sembrano destinate ad essere ascoltate.

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