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Appio Tuscolano: Scup si prende gli stabili in disuso della Stazione Tuscolana

Centinaia di cittadini hanno sfilato per le strade di San Giovanni, per esprimere solidarietà all'esperienza di Scup. Al termine di un pacifico corteo, sono stati occupati altri immobili abbandonati, in via della Stazione Tuscolana

Dalla pagina facebook di SCUP

Non c’erano esponenti istituzionali, questo pomeriggio, davanti il numero 5 di via Nola. C’erano invece diverse centinaia di persone, accorse dopo un tam tam sui social network, per esprimere  la propria solidarietà allo stabile sgomberato in mattinata. Un’umanità varia che, dopo un primo assembramento, si è riversata nelle strade di San Giovanni.

SOLIDARIETA' E STUPORE - “Era uno spazio liberato, un luogo d’incontro per noi insegnanti precarie che avevamo preso l’abitudine di utilizzare, ogni due settimane, per le nostre riunioni” ci spiega Maria, docente precaria  incontrata durante il sit-in davanti allo Scup. “ Quando stamattina ho saputo che era stato sgomberato non mi sono stupita più di tanto. Ormai con quest’amministrazione ci stiamo abituando alla chiusura degli spazi liberi della città. Quello che però mi sembra più grave – osserva Maria – è che il Sindaco dica di non saperne mai nulla”. L’osservazione è stata condivisa da Ferruccio, militante di Rifondazione Comunista. “E’ la seconda volta che il Sindaco sostiene di non essere informato di quanto succede con queste operazioni di polizia. Mi sembra incredibile però che la gestione dell’ordine pubblico avvenga in contrasto o addirittura all’insaputa di chi governa la città”. Solidarietà invece, è stata espressa da Alessandro, di Cinecittà Bene Comune “perché questa è un’esperienza importantissima  in grado di offrire tanti servizi al territorio, che invece dovrebbero esser forniti dalle istituzioni. E’ incredibile che dopo tanti anni di occupazione, non sia stato possibile trovare una soluzione per lo SCUP”.

I SERVIZI AL TERRITORIO - Durante l’assembramento, abbiamo anche parlato con tante persone che frequentavano la struttura di via Nola. Come Paolo, un allievo di Capoeira. “Seguivo i corsi che qui si svolgevano due volte alla settimana, il mercoledì ed il venerdì sera. Eravamo almeno 25-30 persone ma poi c’erano corsi di ballo, danze popolari, i corsi di kick boxing. Tutto ciò gratuitamente oppure a costi irrisori, in un quartiere dove al contrario, questi servizi, vengono pagati a caro prezzo”. Claudio invece,  un altro frequentatore, ha tenuto a sottolineare il ruolo svolto dalla scuola popolare, “uno spazio che veniva offerto agli studenti, anche a quelli delle scuole superiori. Le ripetizioni private hanno costi elevati, mentre qui veniva messo a disposizione uno spazio per studiare. In più - ha fatto notare il cittadino - si era assistiti da persone più che qualificate le quali, gratuitamente, offrivano i propri servizi, permettendoti di recuperare le lacune. Dove altro lo fanno? Da nessuna parte, e infatti guarda quanta gente”.

L'OCCUPAZIONE FINALE - Tante persone, in effetti, sono accorse per partecipare al corteo. Circa seicento cittadini, hanno pacificamente  manifestato lungo via La Spezia, proseguendo per via Lodi e Villa Fiorelli. Una volta arrivati in via della Stazione Tuscolana, inaspettatamente, sono stati occupati alcuni capannoni degradati ed in stato di abbandono. Si tratta di edifici fatiscenti, che sorgono a poca distanza dalla ferrovia e da piazza Ragusa.  “Occupiamo quando ce pare”, ripetevano i manifestanti durante il corteo. Ed alla fine, lo hanno dimostrato.

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