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PUP in Via Cesena: comitati e cittadini uniti e pronti alla battaglia

Ieri si è tenuto un incontro per discutere del futuro del IX Municipio, dove è in ballo un progetto che prevede la costruzione di un parcheggio interrato. Ma i cittadini dicono no

Il parcheggio di via Cesena "non s'ha da fare". Questo è quanto è emerso dall'assemblea che si è tenuta ieri in via La Spezia, dove i cittadini nel IX Municipio si sono incontrati per discutere del problema Pup.
La questione di cui si parlava riguardava la costruzione di un parcheggio interrato di tre piani, che secondo il progetto Pup n.B1.4-108 , dovrebbe essere costruito a via Cesena.

Molte associazioni hanno partecipato a questa assemblea, come alcuni esponenti del Comitato San Giovanni e la coordinatrice "comitati no Pup", Annamaria Bianchi.
Il problema discusso riguardava lo scontro tra il comune di Roma e i cittadini, che da ben 22 anni chiedono la costruzione di un giardino.
Roberto Angotti, uno dei fondatori del Comitato San Giovanni, afferma che in via Cesena ci sono alcuni problemi che si protraggono da anni. Il primo di questi è quello che riguarda la staticità del territorio. Infatti già con la costruzione della metro A e con il parcheggio della Polizia costruito nel 1988, l'area si è destabilizzata. Di conseguenza, ci sono state lesioni e cedimenti di diversi edifici.
Sotto via Cesena, il territorio è abbastanza particolare, perché vi è la presenza di falde acquifere, e quindi ogni tipo di costruzione deve essere fatta nel rispetto dell'ambiente circostante.
Nel IX Municipio, continua Angotti, ci sono 28 Pup, di cui 10 nella zona di San Giovanni. "I cittadini sono abituati a vivere in mezzo a cantieri perenni, e anche per questo si stanno opponendo alla costruzione dell'ennesimo parcheggio".

Subito dopo è intervenuta Annamaria Bianchi, coordinatrice del "Movimento no Pup". Appena ha preso la parola, immediatamente ha chiarito gli obiettivi del movimento di cui fa parte: "Noi non siamo contrari ai Pup a prescindere. Noi vogliamo solo che i parcheggi vengano costruiti nel rispetto dei bisogni delle persone e del territorio".
Poi, Annamaria Bianchi punta l'attenzione sui rischi che queste costruzioni potrebbero arrecare e apporta esempi concreti alla sue affermazioni: vicino via Oslavia, molti palazzi hanno subito danni; come anche in via Andrea Doria, dove un palazzo è stato sgomberato perché era stato lesionato a causa di alcuni scavi. Questi sono solo alcuni dei casi di crolli. Infatti, come dice la stessa Bianchi, spesso gli effetti delle costruzioni diventano evidenti anche con il passare di molti anni.
Altro punto di interesse, è stato quello dell'utilità che queste costruzioni possono arrecare. I parcheggi, secondo la Bianchi, non risolvono per niente il problema dei posto-auto. Questo vale per via Oslavia, Via Montenegro e anche per Piazza ledo, dove questo disagio non è diminuito.
Per non parlare poi dei danni collaterali. Le costruzioni tendono a distruggere qualsiasi spazio verde: a Giulio Agricola, per esempio, moltissimi Platani sono stati abbattuti.

Annamaria Bianchi afferma: "Non possiamo ignorare la presenza dei pedoni. Stanno trasformando la città: gli spazi verdi stanno diventando spazi privati. Per me lo spazio pubblico è uno spazio sociale. Miglioriamo i servizi pubblici e costruiamo di meno".
Così la Bianchi chiude il suo discorso, tra il consenso cittadino.

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Disegni di bambini e foto dei disagi che le costruzioni stanno arrecando. Sono queste le immagini che hanno accompagnato per tutto l'incontro le parole dei cittadini: arrabbiati e stanchi,il popolo del IX Municipio non accetta la costruzione di un altro parcheggio.

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