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Via Sannio, lo storico mercato è in crisi: “Urge la riqualificazione”

Degrado, strutture ormai obsolete, orari anacronistici per l'attuale stato del commercio e abusivismo dilagante. Gli operatori fanno gruppo e chiedono interventi urgenti per rigualificare la struttura

mercato_via_sannio_1I 194 banchi di abiti casual nuovi e usati resistono a stento da mezzo secolo. Lì in via Sannio, i titolari dei banchi dello storico mercato fondato nel 1956 o hanno gettato la spugna affittando l’attività a terzi o ancora sopravvivono fra le intemperie della recessione economica e delle trasformazioni del settore con tutte le sfide che i lustri trascorsi hanno portato.

Il degrado si coglie a colpo d’occhio: tettoie in plexiglass e infissi arrugginiti, abiti appesi a fil di ferro, merce esposta su scaffali “fai da te” o impilata a cataste per terra, che viene quotidianamente risposta a fine giornata lavorativa in cassoni chiusi. Niente luce né bagni. Così si lavora ancora a via Sannio.

Tutto immobile come agli esordi, logorato dai segni inesorabili del tempo. A peggiorare il quadro già critico, la storica concorrenza degli abusivi, nel corso degli anni infiltratisi  nella struttura e a poco a poco regolarizzati. Oggi si lavora sempre di meno. A puntare l’indice contro strutture fatiscenti ed orario lavorativo inadeguato alle trasformazioni della società e degli stili di vita della clientela è Giancarlo Giusti, coordinatore della neonata Associazione dei sei Delegati di Base del Mercato di via Sannio, siglata il 25 luglio per tutelare gli interessi degli operatori.

“Innanzitutto l’orario mattutino fino alle 14 è anacronistico”, esordisce Giusti. “Così perdiamo anche la clientela giovanile, maggiormente destinataria dell’abbigliamento casual, poiché impegnata a scuola la mattina. E poi, finalmente la tanto attesa riqualificazione dell’area, dibattuta fin dagli anni Novanta. L’assessore ha dichiarato una disponibilità di 1 milione e mezzo di euro per la riprogettazione. Non chiediamo opere murarie ma una copertura a norma, i servizi igienici ed elettrici, la sistemazione logica degli esterni e soprattutto maggiori controlli dei vigili, del tutto assenti. Qui dobbiamo usare i servizi dei bar di fronte. Non  vogliamo diventare un centro commerciale ma mantenere la struttura di mercato.”

Un mercato ambulante a posto fisso, per cui gli operatori richiedono delle adeguate strutture espositive fisse, le ipotesi allo studio sono diverse, a vetrate o in legno. E poi, nell’area esterna adiacente al mercato, nei decenni si è andato consolidando lungo il marciapiede un mercato parallelo di ambulanti con furgoni e bancarelle di borse contraffatte e bigiotteria.

“Si tratta di oltre 20 operatori a mano regolarizzati come adiacenti al mercato, però non hanno i nostri stessi oneri, come pagare le tasse di occupazione”, prosegue Giusti. “Non sappiamo se verranno inseriti nel futuro mercato ristrutturato. Non forniamo chiusure al nuovo mercato, tranne che allo status quo. Certamente però, sarebbero da scongiurare incentivazioni a nuove ondate di abusivismo commerciale”.

Fra i venditori esterni si nota anche qualche lenzuolata in terra di occhiali e borse contraffatte. “Saranno almeno altri 30-40 extracomunitari che ogni giorno stendono i teloni con la merce in terra.”, spiega Giusti. Una terra di nessuno che sfugge a ogni controllo. “Non si capisce come neanche in un’area qui vicina ogni giorno all’alba, dalle 5 alle 9 di mattina, vada in scena un mercatino abusivo di rom, immigrati vari. Noi accusiamo un calo del fatturato che non ci consente di reinvestire e di portare avanti il nostro lavoro.” conclude amareggiato Giusti.

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