San GiovanniToday

La Madonna distrutta nella Guerriglia: "Offesi come cristiani"

A dirlo è l'arcivescovo di Milano, Angelo Scola: "L'episodio ancor più che offenderci ci intristisce pesantemente e ci addolora in maniera grave"

Neanche la Madonna e Gesù Cristo hanno fermato la furia dei black bloc. Uno dei simboli dell'incredibile guerriglia di ieri 15 ottobre sarà sicuramente la madonnina della Sala parrocchiale di Santi Marcellino e Pietro. Una distruzione incredibile che oggi ha fatto dire al parrocco "che chi ha agito ieri è peggio dei fascisti".

Ad agire un gruppo di ragazzi con felpa nera, caschi neri e bastoni. La prima profanazione è stata l'ingresso nella sala parrocchiale di Santi Marcellino e Pietro. L'ulteriore gesto blasfemo è stato il portar via una piccola statua della Madonna di Lourdes e un crocefisso. La stupidità poi si è manifestata tutta nel mandare in frantumi in strada davanti a tutti sia la statua che il crocefisso. Sul selciato è rimasto il volto deturpato della statua fatta mille in pezzi, fotografata da fotoreporter e curiosi.

In parrocchia, nel momento dell'assalto, non c'erano fedeli, ma il parroco, don Pino Ciucci e diversi sacerdoti. Nella mattinata di oggi lo stesso parrocco ha specificato che l'assalto non ha riguardato direttamente la chiesa, ma una sala. "I teppisti non sono riusciti ad entrare in chiesa, ma nei locali della parrocchia hanno profanato un crocifisso e una statua della Madonna". Stamattina i fedeli hanno portato dei ceri dove si trovava la statua e ora ci sono solo le rovine: "Nel cuore di tante persone c'é una forte amarezza, solidarietà e dispiacere".

L'arcivescovo di Milano, Angelo Scola, ha parlato di grave offesa: "Ci offende profondamente come cristiani la distruzione della statua della Vergine e del crocifisso". "E Dio non voglia" - ha affermato Scola commentando gli incidenti di Roma e i vandalismi nella chiesa di San Marcellino a San Giovanni - che con fatalismo abbiamo a comportarci davanti a gravi fatti come quelli successi a Roma ieri. Ci offende profondamente come cristiani la distruzione della statua della Vergine e la profanazione del Crocifisso, ma l'episodio di ieri forse ancor più che offenderci ci intristisce pesantemente e ci addolora in maniera grave perché esprime una grave violenza del più comune senso dell'umano". "Bisogna - ha proseguito l'arcivescovo di Milano durante l'omelia in Duomo - riportare pace e giustizia e reagire, nel senso nobile della parola, costruendo relazioni buone. Non possiamo subire tutto in modo ineluttabile. Lo ripeto, non è vero che il caso o un destino fatale ha preso il posto della libertà di Dio e di quella dell'uomo. Non è così".
 

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