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Coronavirus: alla Caritas le richieste di cibo sono aumentate del 50%. L’appello: “Continuate a donare”

A San Giovanni il parroco di San Martino I Papa invita i fedeli a continuare a fare donazioni, anche in assenza dei volontari Caritas. Don Pompili: “L’emergenza Covid sta creando nuove fasce di povertà”

Foto dalla pagina facebook Caritas diocesi di Roma

Le misure per contenere il contagio del nuovo Coronavirus non sono indolori. Il conto è salato soprattutto per le persone più indigenti. Ma ci sono anche nuovi poveri che, con i sistemi tradizionali, si fatica ad aiutare. Desta preoccupazione il fatto che comincino ad essere numerosi anche in quei quartieri come San Giovanni, dove il livello socio-economico dei residenti non è mai stato modesto.

Aumentate le richieste di cibo

Il centro Caritas della parrocchia di San Martino I Papa ha lanciato l’allarme. “I dati delle Caritas diocesane parlano chiaro – fanno sapere dalla parrocchia di San Giovanni - c’è  un aumento dal 20 al 50% per quanto riguarda gli aiuti alimentari”. In condizioni normali, i fedeli disposti a fare della beneficienze, seguivano una prassi consolidata. I prodotti alimentari venivano lasciati in un supermercato della zona per essere poi raccolti dai volontari in modo che, ogni settimana, potessero essere consegnati alle famiglie. Le limitazioni alla circolazione hanno messo i crisi questo sistema.

La solidarietà parrocchiale

 “L'emergenza Covid che tutti stiamo affrontando porta sicuramente alla nascita di nuove fasce di povertà e questo ha richiesto anche da parte delle parrocchie nuovi interventi in favore del numero maggiore di bisognosi” ha dichiarato Don Antonio Pompili. “ Noi purtroppo, come parrocchia, non possiamo più effettuare la spesa mensile solidale nelle modalità che abbiamo mandato avanti fino ad ora, vale a dire con la presenza di volontari della nostra Caritas una volta al mese qui nel vicinissimo supermercato in via Faleria. I volontari della Caritas andavano, ritiravano i beni alimentari e altri beni di prima necessità, che la gente acquistava appositamente per i poveri, informata del fatto di questa possibilità, e dunque gli stessi volontari guardavano tutto qui in parrocchia per poter distribuire il tutto nel corso delle settimane quanto era stato raccolto”.

I numeri della solidarietà

La modalità individuata dalla parrocchia di San Giovanni era particolarmente efficace. Nel 2019 aveva infatti permesso di raccogliere e distribuire più di 2475 chili di generi alimentari. Ma per venire incontro alle esigenze delle persone indigenti, nel frattempo considerevolmente aumentate, occorre elaborare una nuova strategia. Anche perché, com’è stato ricordato, non è più possibile garantire lo spostamento dei volontari dal supermercato alla parrocchia.

L'appello del parroco

Per non far venir meno il prezioso contributo della comunità parrocchiale, don Pompili ha lanciato un appello. Lo ha rivolto non solo ai fedeli ma a tutti i residenti che sono sensibili a gesti di solidarietà. “Possono loro stessi a recuperare delle buste di viveri, ad acquistarle per l'occorrenza nel supermercato vicino per portarle qui parrocchia senza nessuna infrazione delle norme vigenti in materia di sicurezza sanitaria”. Il modo per farlo è semplice. “La strada che conduce da casa al supermercato e viceversa,  è la strada che dà sulla parrocchia” ha ricordato Don Pompili. L’appello, diffuso tramite facebook, ha sortito i primi effetti postivi. “Devo dire che già c'è stata risposta di grande generosità da parte di molti – ha ammesso il sacerdote - e mi auguro che questa risposta potrà continuare e anzi crescere”. Le necessità delle persone indigenti, infatti, non sono diminuite. La richiesta di aiuti alimentari, al contrario, nelle ultime settimane è decisamente aumentata.
 

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