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Metro C, continua la battaglia: "No al cemento sul giardino di piazzale Ipponio"

Ieri alle 18 residenti e comitati si sono dati appuntamento a Porta Metronia. Il tema è sempre lo stesso: fermare l'abbattimento degli alberi e la cementificazione del verde nel quartiere

Loro protestano da giorni, si incatenano ai tronchi, qualcuno piange pure, ma le macchine continuano a falciare. Undici alberi sono stati già abbattuti in piazzale Ipponio, e almeno una trentina in via Sannio. A San Giovanni la battaglia è in corso: i residenti sono sul piede di guerra e l'obiettivo del quartiere è scongiurare l'abbattimento di quel che è rimasto di platani, pini, olmi che popolano le poche aree verdi della zona. Taglio previsto nel piano logistico della metro C. 

Già, peccato che si parli di una tratta, la T4 San Giovanni - Fori Imperiali, fuori dal cronoprogramma ufficiale dell'opera. Detto altrimenti non si sa se la vedremo mai, ma intanto gli alberi si abbattono comunque. E i cittadini non riescono a capire il motivo di tanta celerità per cantieri che comunque, al massimo, non partirebbero prima di un anno. 

L'ASSEMBLEA - Ieri alle 18, un altro incontro a Porta Metronia tra comitati e residenti. Un centinaio i partecipanti che hanno espresso ancora una volta il loro 'no' alla colata di cemento imminente.

Sì perché l'asfalto andrebbe a sostituire gran parte del verde presente, a cominciare dal giardino di viale Ipponio, "adottato" da alcuni genitori che abitano sulla via, curato e tenuto in vita da un gruppo di bambini che abitano il quartiere. E che il 5 agosto hanno scritto al sindaco Marino, senza ricevere risposta.   

LA LETTERA - "La metro C vuole asfaltare tutto il giardino e tagliare i platani sotto i quali giochiamo da quando siamo nati per mettere delle grandi macchine" recita lo scritto inviato al primo cittadino. L'altra questione riguarda proprio le macchine, i cantieri che andranno a posizionarsi sotto le finestre di chi è in piazza a protestare, con polveri e rumori annessi. E chissà per quanto. 

D'altra parte le istituzioni non sembrano poi così interessate alla salvaguardia dell'area verde. "La priorità è la Metro C" hanno risposto più volte dal Dipartimento Ambiente. "Ma non doveva essere l'ambiente?" si chiedono i cittadini non senza ironia. 

I VINCOLI - Il destino degli alberi rimasti (in tutto sono un centinaio quelli da abbattere per fare posto ai cantieri) è appeso ai vincoli paesistici e archeologici. "Ci stiamo dando da fare tramite architetti esperti per capire se ci sono delle norme che impediscono uno scempio simile" spiega Paolo Gelsomini al megafono dell'assemblea. 

Forse il vincolo delle Mura Aureliane protegge anche gli alberi presenti nel raggio di 70 metri, o forse esistono dei vincoli sul paesaggio a sè stanti. E' ancora tutto da attestare. "Ma con i vincoli - continua Gelsomini - possiamo fermare tutto, perché siamo in ambito penale".

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E comunque fermare il taglio degli alberi non significherebbe automaticamente fermare la metro. Anche perché non tutti i presenti sono contrari all'opera e, a quanto emerso, un'alternativa c'era. "In un primo momento i cantieri dovevano passare dai campi sportivi (Tennis Roma e Romulea, ndr), poi l'iter chè stato modificato per venire incontro ai gestori degli impianti" spiega Marina Guglielmi, presidente del Comitato Ipponio Verde. "Perché tutelare il cemento e non il verde?" si chiedono i residenti, che si danno appuntamento per il 2 ottobre, sotto l'Assessorato all'Ambiente.  

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