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San Giovanni Appia Antica Nord / Via dell'Almone

Riqualificazione del fiume Almone: il Campidoglio al lavoro per rilanciare il fiume sacro dei romani

Proposto un tavolo di confronto tra gli enti interessati dalla salvaguardia del terzo fiume di Roma, ancora oggi considerato una discarica

Riqualificare il fiume Almone. Il corso d’acqua che gli antichi Romani consideravano sacro, continua a non versare in buone condizioni. Ed è per questo che il Campidoglio ha deciso di intervenire, promuovendo l’attivazione di un tavolo con le altre istituzioni interessate a riqualificare il fiume.

La proposta al vaglio del Comune

Il provvedimento che il comune ha predisposto, già passato al vaglio di tre commissioni (cultura, ambiente e Giubileo), è una delibera.  “La proposta di delibera nasce dall'esigenza di dare un indirizzo politico alla valorizzazione del fiume Almone, il terzo fiume della Capitale, dopo il Tevere e l'Aniene: chiediamo un tavolo interistituzionale che si occupi della sua riqualificazione e anche un convegno dove le parti  preposte possano incontrarsi e assumersi responsabilità” ha spiegato Erica Battaglia, prima firmataria della proposta.

Lo stato di salute del fiume

L’Almone è stato oggetto di uno screening completo, con cadenza bimestrale, per inquinamento organico. La relazione finale che è stata rilasciata dall’Arpa, per il 2023, non ha consentito di evidenziare particolari progressi.  “I risultati ottenuti dalle analisi microbiologiche evidenziano una costante presenza di batteri indicatori di contaminazione fecale” si legge nel report. Non solo. I dati  “confermano una costante presenza di valori elevatissimi di azoto nitrico e totale ed anche “l’azoto ammoniacale è sempre presente”. 

Nel suo percorso di 22 km che dalle pendici dei colli Albani, lo porta ad attraversare il parco della Caffarella, il fiume viene quindi contaminato. L’aver creato il collettore fognario, realizzato tra il 2016 ed il 2017, ha permesso di  intercettare gli sversamenti che, in passato, provenivano dall’abitato di Quarto Miglio. Però non basta. La schiuma più volte osservata ha restituito in maniera plastica lo stato di salute di un corso d’acqua che, le analisi dell’Arpa, in maniera scientifica attestano. I tentativi dei volontari che occasionalmente ne ripuliscono le sponde, da soli, non sono sufficienti a garantire la salubrità del corso d’acqua.

Il fiume Almone non è una discarica

“Intervento antropico e inquinamento vanno affrontati in modo corale” ha ricordato Battaglia, che considera  “un bene aver trovato tra i firmatari tanti esponenti di forze politiche, che hanno raccolto anche la sensibilità dei comitati locali, che ringraziamo ”. La salubrità del fiume è un tema trasversale ed è, soprattutto, una questione che sta a cuore ai tanti fruitori del parco della Caffarella e dell’Appia Antica. “Non può e non deve essere considerato una discarica” ha ricordato la prima firmataria della delibera. I cittadini lo stanno ripetendo da anni.

“Auspichiamo un rapida approvazione in Consiglio Comunale per arrivare quanto prima ad un grande convegno che veda coinvolti tutti gli attori pubblici e privati che afferiscono sul bacino del fiume”  ha commentato il comitato per il Parco della Caffarella, dal 1984 in prima linea nella difesa della vallata incastonata tra l'Appia Antica e la via Latina. “Il recente impegno per l'attivazione dei controlli a monte da parte della Città Metropolitana di Roma - ha sottolineato il comitato -  va in questa direzione. In sede di convegno auspichiamo che possano essere definiti gli ultimi punti che ancora mancano per concludere il contratto di fiume dell'Almone”

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