Giovedì, 5 Agosto 2021
San Giovanni

Arco di Travertino: morto contro un cartellone fuori posto, è polemica

A lanciare la denuncia è il consigliere Athos De Luca, vicepresidente della Commissione Ambiente e membro della Commissione Trasporti

Fatale fu quel cartellone piazzato dove la legge lo vieta. Così come potrebbero diventarlo tutte le centinaia di mostri pubblicitari sparsi in tutta Roma. Il giovane 30enne che questa notte si è schiantato in motorino contro un impianto in via Tuscolana, magari si sarebbe salvato se solo quell'installazione fosse stata in regola. Ovvero? Non "su uno strettissimo spartitraffico" quando "il Codice della Strada prevede la distanza minima degli impianti di 1,80 metri dal ciglio della strada". A far luce sulle possibili responsabilità dell'evento è il vicepresidente della Commissione Ambiente e membro della Commissione Trasporti Athos De Luca che ha espresso, accanto alle condoglianze per i familiari della vittima, un drammatico "noi l'avevamo detto".  

"Se ci avessero dato ascolto questa tragedia si poteva evitare - ha dichiarato De Luca - la morte del giovane deve pesare come un macigno sulla coscienza dell'amministrazione, che da quattro anni ha consentito l'invasione della città con impianti pubblicitari abusivi e in deroga anche alle fondamentali regole del Codice della Strada". "È da tre anni - continua De Luca - che chiediamo con denunce, esposti e delibere popolari e consiliari, la modifica dello sventurato regolamento n.37 varato da Alemanno e Bordoni, senza ottenere nessuna attenzione dal Comune. Siamo dovuti ricorrere persino al Prefetto per far calendarizzare la delibera di iniziativa popolare e la delibera del PD, che ancora non si discutono. Dopo questo tragico episodio chiediamo al Sindaco di costituirsi parte civile nei confronti dei responsabili della installazione di questo impianto. Chiediamo che siano discusse con urgenza le delibere di modifica del regolamento che ha causato cartellopoli a Roma. Chiediamo al Sindaco di emettere una specifica ordinanza, tra le tante che ha varato in questi anni, per disporre la revoca di tutte le deroghe al Codice della Strada del Comune di Roma, per quanto riguarda gli impianti pubblicitari e di mettere in atto un piano straordinario di rimozioni degli impianti abusivi, utilizzando i 20 milioni ricavati dalle tasse sulla pubblicità nell'ultimo anno".cartellone_Tuscolana1-2

Da Roma Capitale arriva pronta la risposta nella persona dell' assessore alle Attività Produttive, Davide Bordoni:  “Il cartellone pubblicitario di via Tuscolana, che avrebbe causato la morte di un giovane scooterista, è dotato di regolare autorizzazione ma collocato fuori posto". Fuori legge insomma, ma non troppo. "Tale struttura risulta infatti abilitata all’installazione su un marciapiede di fronte a un numero civico specifico e non sullo spartitraffico dove effettivamente risultava sistemata. L’ufficio affissioni e il nucleo di Polizia Municipale avevano già segnalato l’abuso, sanzionando il cartellone e richiedendone la rimozione da parte della società pubblicitaria. Roma Capitale si costituirà parte civile nei confronti dei responsabili dell’installazione irregolare. L’approvazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari – continua Bordoni – è un passo necessario per evitare che le ditte pubblicitarie interpretino il regolamento comunale in maniera impropria. Lo strumento di pianificazione, voluto e ratificato dalla Giunta Alemanno dopo quindici anni di vuoto normativo, deve essere approvato in Assemblea capitolina. Confido nella collaborazione di tutte le forze politiche per rendere operativo un Piano la cui applicazione va nell’interesse e nella tutela di Roma e dei suoi abitanti”.

Ma la voce più indignata è quella di chi da anni si batte per la rimozione dei cartelloni abusivi e che ne ha fatto una vera e propria battaglia. "Ora qualcuno dovrà spiegare - scrivono sul blog del comitato Cartellopoli - come è possibile che un enorme cartellone di 6 metri quadrati, in cristallo, può essere posizionato in uno spartitraffico largo un metro e mezzo e dunque in maniera completamente contrastante con il Codice della Strada, con il Regolamento Comunale e con un altro tot di norme". "Il tutto - proseguono dal comitato -  in una trafficatissima strada consolare come la Tuscolana che ospita, solo lei, migliaia di altri impianti tutti al di fuori di qualsiasi norma e di qualsiasi logica". Quasi una morte attesa assurta a vessillo di una battaglia? In qualche modo sì. Una tragedia che, per quanto impossibile da cancellare, possa servire da monito. Come scritto su Cartellopoli: "Una morte augurata, non per puro cinismo, ma per poterne evitare altre centinaia".
 

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