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La schiuma nell'Almone. Foto del gruppo fb Comitato per il parco della Caffarella

La schiuma nell'Almone. Foto del gruppo fb Comitato per il parco della Caffarella

Caffarella, il fiume Almone fa la schiuma: "Continua a ricevere scarichi inquinanti"

Cittadini preoccupati per le condizioni del fiume invocano l'intervento della Regione "per contrastare gli scarichi abusivi"

Il fiume sacro ai Romani fa la schiuma. E non è un buon segno. Il terzo corso d’acqua della Regione è tornato a presentare un problema di cui ciclicamente soffre.

La schiuma

A fine febbraio, nel tratto che scorre all’interno della Caffarella, è stato segnalato il formarsi di macchie spumose sulla superficie dell’acqua. La circostanza è stata documentata anche attraverso un video, postato su facebook, le cui immagini hanno successivamente fatto il giro del web. 

Repressione degli scarichi abusivi

La segnalazione è stata rilanciata dal Comitato per il parco della Caffarella, l’associazione che dal 1984 è in prima linea nella salvaguardia del polmone verde dell’Appio Latino. La presenza della schiuma era già stata più volte risc,ontrata in passato. Anche nella scorsa estate. Per questo il Comiatato, a fine giugno, aveva scritto alla Regione ed alla Città Metropolitana, per chiedendo “un controllo puntuale dell’asta fluviale con il censimento e la repressione degli scarichi abusivi nel fiume”.

Il collettore

Nel corso degli ultimi sacri le condizioni dell’Almone sono migliorate, grazie alla realizzazione, da parte di Acea Ato2, di un collettore fognario. La sua costruzione, avvenuta tra il 2016 ed il 2017, permette di intercettare gli sversamenti che, in passato, provenivano dall’abitato di Quarto Miglio. Ma da solo, come la schiuma affiorante dimostra, non basta a garantire la salubrità del fiume. 

La richiesta d'intervento

“Negli ultimi due anni non è cambiato nulla” protesta intanto Rossana De Stefani, del Comitato per il parco della Caffarella che, sull’Almone, è tornata a chiedere alla Regione di intervenire “per contrastare gli scarichi abusivi”. Il fiume, con i suoi piccoli affluenti, rappresenta il reticolo idrografico principale dei Parchi Regionali dell’Appia Antica e dei Castelli Romani. Un motivo in più per garantirne la salvaguardia.
 

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