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Metro A dimezzata: "Inevitabile interrompere le corse ad Arco di Travertino"

Sulla temporanea chiusura di otto fermate metropolitane, l'assessore municipale Pierfranceschi spiega: "Serviva una stazione con un nodo di scambio per far tornare indietro i treni. Ad Arco di Trarvertino c'è"

Da lunedì 31 luglio i romani rimasti nella Capitale devono fare a meno di molte stazioni della linea A. Il disagio, parzialmente compensato dalla presenza di navette sostitutive, investe sicuramente l'utenza del Municipio VII. Delle otto stazioni che rimarranno chiuse fino al 3 settembre infatti, ben sei si trovano nel territorio governato dalla presidente Lozzi. 

I lavori che hanno causato la prevista chiusura delle stazioni

"I lavori si sono resi necessari per la sostituzione del ponteggio provvisorio che regge i due tunnel della linea A, realizzato per consentire lo scavo dei tunnel della C al di sotto – ha spiegato l'assessore alla mobilità del Municipio VII Marco Pierfranceschi - il progetto iniziale della linea C prevedeva il passaggio 'sopra' i tunnel della linea A, ma il ritrovamento di una vasca di epoca romana ha obbligato alla soluzione attuale. Ora che i tunnel della linea C sono stati scavati, occorre realizzare la sistemazione definitiva del supporto ai binari della linea A, e per ragioni abbastanza evidenti il passaggio dei treni deve essere interdetto".

Il necessario nodo di scambio sulla linea A

Non era possibile fare altrimenti, secondo l'assessore municipale. "L'opzione di procedere con il cantiere in orario notturno, non avrebbe sortito alcun miglioramento – chiarisce Pierfranceschi – perchè comunque di giorno i treni non sarebbero potuti transitare". Ed a proposito dell'interruzione tra Arco di Travertino e Termini "lì il motivo è di natura tecnica – osserva – c'era infatti la necessità di avere un nodo di scambio, una sorta di incrocio dove far appunto scambiare i treni da un binario all'altro" in modo da evitare che quelli in arrivo possano impattare su quelli in patenza. E viceversa. "Quest'incrocio non è presente in tutte le stazioni, mentre ad Arco di Travertino questa possibilità c'è".

Il prezzo da pagare per il nodo di scambio a San Giovanni

In merito ai disagi che alcuni utenti hanno ravvisato in questi giorni, l'assessore municipale ha dichiarato che  "quello delle navette era l'unico modo per colmare il problema della chisura della metro. Operazione quindi necessaria per arrivare ad aprire il nodo di scambio di San Giovanni. La scelta del mese di agosto, di conseguenza, è stata fatta perchè è il periodo dell'anno in cui ci sono meno romani". Quelli rimasti in città, qualche disagio lo hanno comunque vissuto. "Purtroppo – ha riconosciuto l'assessore – non è stato possibile individuare altre soluzioni". E' il prezzo da pagare per consentire alla linea C di raggiungere San Giovanni. Un prezzo che, ai pendolari rimasti in città, è parso particolarmente salato.

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