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Caffarella: il fiume è pulito, ma via dell’Almone resta una discarica

La strada che prende il nome del fiume sacro ai romani è invasa da cartacce e rifiuti plastici. A pochi metri scorre l'Almone, appena liberato dal fardello degli scarichi fognari di Statuario e Quarto Miglio. Ora il vento rischia di riempirlo d'immondizia

Grazie al decennale impegno del Comitato per la Caffarella, il principale fiume che attraversa il parco, sembra tornato agli antichi splendori. Le acque dell’Almone, grazie all’entrata in funzione del collettore fognario di Quarto Miglio e Statuario, sono tornate limpide. Non si avvertono neppure i miasmi che in passato, col calore estivo, il fiume esalava.

Un corso d'acqua in via di guarigione

La soddisfazione del Comitato per il risultato raggiunto è del tutto comprensibile. “Il fiume Almone sta tornando a vivere. Grazie alla recente eliminazione dello scarico di 27.000 abitanti dei quartieri di Quarto Miglio e Statuario, le sue acque  sono tornate limpide e non puzzano più – si legge in un post pubblicato sulla pagina facebook del Comitato - guardando il fiume, abbiamo ripensato alla storia dell'Almone: da fiume sacro ai Romani antichi, a discarica degli ultimi decenni”.  Ora però si assiste “al lento ritorno a una nuova vita che presto troverà la sua ufficializzazione con il Contratto di Fiume dell'Almone”.

I rifiuti trasportati dal vento

Il cammino rischia però di essere più irto di ostacoli. C’è infatti un’altra insidia che il parco deve fronteggiare e che, paradossalmente, riguarda sempre il fiume sacro ai romani. O meglio, la strada che gli è stata intitolata. Via dell’Almone infatti si sta trasformando in un ricettacolo di rifiuti. Sul ciglio stradale, all’altezza dell’ingresso al parco che fronteggia quello dell’Acqua Egeria, si può trovare di tutto. Cartacce, pacchetti di sigarette, bottiglie. Materiale plastico di ogni forma e misura che poi, con il vento, entra nel parco. E proprio lì sotto, un po’ più in basso del livello stradale, scorre un fiume che dopo molte decadi ha trovato un po’ di quiete. E che ora è minacciato dall’incivile abbandono di questi rifiuti che, in parte, hanno già attraversato l’esigua recinzione. E si stanno minacciosamente avvicinando alle sue acque.

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