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Appio Latino: la pista ciclopedonale di via Assisi è inaccessibile alle bici

Finanziata come pista ciclopedonale, al termine dei lavori l'opera diventa semplicemente un percorso pedonale, disattendendo le speranze dei ciclisti

Un percorso ciclopedonale, finanziato con 136mila euro dalla Regione Lazio, alla fine dei lavori diventa semplicemente pedonale. E’ quanto è successo in via Assisi. Ma per comprendere la storia, bisogna fare qualche passo indietro.

LE BARRIERE ARCHITETTONICHE - Siamo nella precedente consiliatura. Il Municipio si chiamava ancora IX ed il Presidente era sempre Susi Fantino (SEL).  Via Assisi è una strada che, partendo dalla Tuscolana, raggiunge gli archi dell’acquedotto Felice, su via del Mandrione. L’accesso tra le due strade, per tantissimi anni è stato possibile solo attraversando un piccolo giardino che si trova al termine di via Assisi. Un accesso che, per colmare il dislivello tra le due zone, aveva reso necessario l’utilizzo di molti gradini. Non senza conseguenze. I numerosi scalini  hanno infatti rappresentato una barriera architettonica per anziani e disabili. Ma anche per le mamme con il passeggino e, ancora, per i ciclisti.

IL PROGETTO ORIGINARIO - Immaginiamo che il proposito di realizzare un percorso ciclopedonale, sia nato proprio dalla necessità di abbattere queste barriere architettoniche causate dalla presenza di tanti gradini. Per questo, attingendo ad un finanziamento di 136mila euro da parte della Regione Lazio, il Municipio aveva deciso di sposare la causa del percorso ciclopedonale, come si può facilmente riscontrare guardando il  manifesto dell’U.O.T. municipale che abbiamo inserito nella galleria fotografica.

DA CICLOPEDONALE A PEDONALE - I lavori si sono conclusi regolarmente ad ottobre del 2010.Ne è seguita una cerimonia d’inaugurazione cui l’allora presidente del IX Susi Fantino, invitava la cittadinanza. Di seguito il testo diramato “Cari cittadini e care cittadine ho il piacere di invitarvi all'inaugurazione del giardino e del percorso pedonale di Via Assisi - Via del Mandrione che si svolgerà il prossimo 29 ottobre alle ore 17.00 – scriveva il Presidente Fantino -Il giardino e il percorso pedonale tra Via Assisi e Via del Mandrione è un progetto di mobilità sostenibile, che nasce all'interno del percorso partecipativo di Agenda 21, realizzato dal IX Municipio”. Un percorso pedonale? Eppure i finanziamenti regionali erano stati predisposti per un circuito ciclopedonale.

IL PROBLEMA DELLA SCALINATA - “L’intervento è inserito in un più ampio piano di riqualificazione del territorio municipale che prevede l'incremento della percorribilità pedonale, intesa come rete di percorsi che collegano i luoghi nevralgici del Municipio e che possono essere utilizzati da tutti i cittadini in condizioni di comfort e di sicurezza –spiegava Fantino -  Prima dell'attuale sistemazione lo spazio verde di Via Assisi, naturale collegamento tra le aree a ridosso della Via Tuscolana e di Via del Mandrione, era privo delle condizioni minime per la fruibilità da parte dei cittadini e non accessibile, per la presenza di una scalinata, alle persone diversamente abili”. Avendo visto le foto di quella scalinata, concordiamo con il Presidente: era inaccessibile per persone disabili e, aggiungiamo noi, anziani con difficoltà di deambulazione e mamme con il passeggino.

LE QUESTIONI IRRISOLTE - “Si tratta, dunque, di un opera di riqualificazione significativa per il nostro territorio perchè restituisce ai cittadini uno spazio verde e offre loro un percorso pedonale che per le sue caratteristiche potrà diventare un piacevole luogo di incontro”. Ed anche questo, è ineccepibile. Rimane comunque irrisolta una questione. Anzi due. Perché non è stato realizzato un lavoro a regola d’arte, evitando di fare delle rampe con angoli acuti, impossibili da affrontare in bici? Ma in secondo luogo, viene anche da chiedersi un’altra cosa. Perché abbattere una barriera architettonica, creando un percorso ciclabile, se in via del Mandrione non solo non ci sono piste ciclabili, ma mancano anche i marciapiedi? La zona, in sostanza, è stata riqualificata. E tuttavia rimangono in piedi tante delle difficoltà che pre-esistevano alla realizzazione di quell’opera. E che, tutto sommato, ne riducono l’efficacia.

Il percorso "ciclopedonale" di via Assisi

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