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San Giovanni in lotta per il 'verde': "Fanno il deserto e lo chiamano metro C"

Di questa mattina la mobilitazione di un gruppo di comitati e cittadini. L'ennesimo 'no' all'abbattimento degli alberi previsto per la cantierizzazione della metro C

Foto di Csoa Sans Papiers

“Fanno il deserto e lo chiamano metro C”. Slogan, striscioni e volantini questa mattina a piazzale Appio per il “Gezi Park” della Capitale. Un'azione simbolica di comitati e cittadini impegnati da settimane in un'implacabile lotta 'verde'. Obiettivo: scongiurare l'abbattimento degli alberi previsto con la cantierizzazione della metro C. 

Parliamo della tratta T3, quella che da San Giovanni dovrebbe arrivare al Colosseo. Il condizionale è d'obbligo viste le incertezze su costi e tempi che inchiodano il progetto. Incerto sì, ma non a sufficienza per impedire ai cantieri di farsi spazio. 

Viale Ipponio, via Sannio, Porta Metronia, via del Colosseo, villa Rivaldi: fra talpe scavatrici e future stazioni, la conformazione del quadrante cambierà volto, necessariamente. Tra le modifiche, gli alberi secolari da buttare giù.  Lo scempio, per dirla con gli ambientalisti, si è già consumato su una quarantina di alberi. Ne restano altrettanti, se non di più, da salvare. E i cittadini non hanno intenzione di mollare, specie dopo le (non) risposte ottenute 'dall'alto'. 

“La decisione della mobilitazione - si legge sul comunicato stampa diffuso da Ossigeno per Roma, Respiro Verde- Legalberi, Csoa Sans Papier e Scup - è maturata a seguito dei due incontri con le Commissioni Ambiente e Mobilità e Roma Metropolitane, caratterizzate da una provocatoria mancanza di chiarezza e risposte da parte dei suddetti organi”. Il primo incontro citato è del 2 ottobre: i comitati sono riusciti a strappare una settimana di stop ai tagli, e gli enti locali hanno promesso di approfondire la discussione, carte di Roma Metropolitane alla mano. 

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Il secondo incontro è dell'8 ottobre: la società garantisce che dimezzerà l'abbattimento degli alberi al Celio, da 4 a 2, senza pronunciarsi su quelli di piazzale Ipponio. Già sbancato il Belvedere Cederna, non è chiaro cosa succederà agli alberi di Villa Rivaldi, la costruzione cinquecentesca con giardino che dà sui Fori Imperiali. D'altra parte l'assessore Estella Marino ha annunciato un tavolo tecnico per discutere della ripiantumazione: quattro alberi nuovi per ogni esemplare sacrificato. Per qualcuno solo un 'contentino'. 

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