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Immobili comunali, riparte la protesta contro la delibera 140: a villa Lazzaroni per denunciare "Il lassismo di Raggi"

Nel polmone verde dell'Appio Latino l'appuntamento delle associazioni colpite dalla delibera 140.

La protesta riparte da Villa Lazzaroni. Decine di realtà socio culturali hanno deciso di aderire ad una nuova mobilitazione. Si tratta delle associazioni che, dal 2015, stanno facendo i conti una spada di Damocle.

Il Comune sta chiedendo loro di riconsegnare gli spazi dove svolgono le rispettive attività. Sono stati assegnati dal Campidoglio ma la concessione è scaduta. E non c'è margine di ottenere una proroga.

Gli edifici comunali rigenerati dalle associazioni

La richiesta del Campidoglio, avanzata attraverso la delibera 140 del 2015, è vissuta come una vessazione da quelle realtà che, per garantire la propria offerta socio culturale, hanno dovuto riqualificare spazi fatiscenti. Si trattava di  beni che facevano parte del “patrimonio indisponibile” di Roma Capitale ma che, grazie all’iniziativa di queste associazioni, sono stati messi a disposizione della collettività. 

La delibera della giunta Raggi

Per affrontare i nodi della delibera 140, che mirava alla riacquisizione di questi locali da parte del Comune, la giunta Raggi ha approvato un altro provvedimento. E’ stato licenziato lo scorso gennaio ma, per queste realtà, non risolve il problema. La nuova delibera infatti dà il via libera ad una nuova ricognizione del patrimonio immobiliare da portare avanti nel corso di tre anni. E quindi, anche se sospende gli sfratti,secondo le associazioni che ne erano colpite non risolve il problema:  semplicemente lo rimanda nel tempo.

Ecco cosa prevede la delibera 140

Il lassismo del Campidoglio

Secondo CAIO, la Comunità per le autonome iniziative organizzate  l’amministrazione Raggi si è dimostrata “Sorda a tutte le proposte delle Associazioni e con irresponsabile lassismo sulla delibera 140 del 2015, sta distruggendo centinaia di realtà sociali, culturali, sportive e assistenziali, attraverso una scellerata riacquisizione dei locali”.
 
La scelta dell’amministrazione, sempre secondo CAIO, si sarebbe dimostrata “illegittima, contraria al bene della Comunità e che non persegue nessuno scopo, compreso quello di risanare le casse di Roma Capitale che, al contrario, proprio da questa operazione vengono ulteriormente svuotate”.

Riparte la protesta

Per tutte queste ragioni, per fermare le riacquisizioni e per rivendicare il diritto “a decidere noi il destino dei nostri spazi” queste associazioni, il 13 alle ore 15, si sono date appuntamento a Villa Lazzaroni. La contestazione ed il futuro degli immobili “indisponibili” di Roma Capitale, riparte da lì.
 
 

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