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Parco della Caffarella, al via il collaudo del collettore: “Fondamentale per la salute dell’Almone”

Iniziato il collaudo del collettore fognario di Quarto Miglio e Statuario. Consentirà ai due quartieri di non sversare più liquami nel fiume Almone. Soddisfatti i volontari del parco: "Sono 10 anni che lavoriamo per questo risultato"

Il risanamento del fiume Almone non è più un miraggio. Il principale corso d’acqua che attraversa il parco della Caffarella, non dovrà più essere utilizzato per raccogliere gli scarichi fognari di Statuario e Quarto Miglio. L’attesa realizzazione del collettore è infatti ultimata.

Addio ai liquami di Statuario e Quarto Miglio

“Dopo ben 10 anni di impegno dell’associazione di volontariato Comitato per il Parco della Caffarella  - si legge sul sito dell’associazione stessa - i 27.000 abitanti dei due quartieri Romani non scaricheranno più i loro liquami nel fiume Almone. I cittadini hanno vinto una fondamentale battaglia per il risanamento del fiume iniziata 10 anni or sono”.

Un progressivo miglioramento

Il risanamento del fiume, era partito già nel 2014, con una laboriosa rimozione di detriti plastici che, accumulandosi, avevano creato una diga maleodorante. Da allora l’impegno dei volontari era diventato sempre più stringente. Passando da una commissione all’altra, con dovizia documentale, gli attivisti del Comitato Parco della Caffarella avevano dapprima mostrato lo stato di evidente degrado del fiume. E poi erano riusciti ad ottenere l’impegno di Acea Ato2, a realizzare l’agognato collettore.
La strada per risanare il corso d’acqua che fu sacro per i romani, non è però terminata.

Uno strumento per la valorizzazione del fiume

“Ora finalmente possiamo avviare il Contratto di Fiume dell’Almone, il primo della Regione Lazio, di cui il Comitato per il Parco della Caffarella è promotore congiuntamente all'Ente Parco Appia Antica e all'Ente Parco dei Castelli Romani”. Riuscire in questa nuova impresa, approdando al "Contratto di fiume" consentirebbe di mettere insieme soggetti pubblici e privati "in uno strumento di programmazione strategica negoziata"    aveva spiegato ilpresidente del Parco Regionale Appia Antica Mario Tozzi. In tal modo diverrebbe più facile, attravero un piano d'azione condiviso, puntare sulla valorizzazione  e correttea gestione delle risorse idriche dell'Almone. A beneficiarne sarebbero anche i tantissimi cittadini che, ogni giorno, frequentano la preziosa area verde del parco.

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