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Il parco della Caffarella e il sogno dell'allargamento frenato dagli espropri decisi e mai fatti

L'Associazione di volontariato Comitato per il Parco della Caffarella è tornata a scrivere al Prefetto Tronca, per chiedere un accesso agli atti: "Villa Sant'Urbano non è stata ancora acquisita al Patrimonio. E poi ci sono aree espopriate ma ancora occupate"

Un gioiello nel cuore della città che tutti sognano diventi più grande. Un allargamento già deciso da tanti e per il quale sono state individuate le aree. Peccato però che le stesse aree risultino al momento dedicate ad altre attività o abbandonate e da parte della politica manchi la chiarezza fondamentale per avverare il sogno. 

I volontari del "Comitato per il Parco della Caffarella" però voglio vederci chiaro ed hanno messo appunto nel mirino alcune aree espropriate ma non ancora liberate. C'è inoltre da affrontare la questione legata alla Villa di Sant'Urbano, che anche i Municipi hanno chiesto sia acquisita al Patrimonio Capitolino. Ed infine va risolta la vicenda legata al manufatto che si trova presso il Casale di Vigna Cardinali.

LA TRASPARENZA - Tutte le questioni sono state messe nero su bianco dal "Comitato per il Parco della Caffarella",  la cui presidente ha inoltrato un'esplicita  richiesta al Commissario prefettizio della Capitale. A Tronca l'Associazione di volontariato ha chiesto quella trasparenza che finora non sembra sia stata apprezzata. "Nei quattro mesi precedenti le dimissioni del Sindaco - leggiamo infatti nel documento inviato al Commissario -  la nostra associazione ha cercato inutilmente di sollecitare l'Assessore al Patrimonio Cattoi a risolvere problematiche relative alla Caffarella". Anche i successivi tentativi perpetrati verso l'attuale amministrazione non hanno avuto successo. Lettere ed email, dichiara la Presidente del Comitato, sono rimaste prive di risposta.

LE RICHIESTE - In concreto l'Associazione che da decenni si dedica alla Caffarella, ha chiesto notizie sulla  "perdurante occupazione da parte di 4 privati di aree espropriate dall'amministrazione nel 1998 e nel 2005", per le quaali si teme "il concreto rischio di usocapione da parte degli occupanti senza titolo".  Inoltre si desiderano avere informazioni sulla "mancata acquisizione, per mero errore, di un manufatto fatiscente presso il Casale di Vigna Cardinali". Si fa infine riferimento ad un'altra questione, che non è chiara al Comitato, e che attiene all' "Acquisizione da parte di Roma Capitale della Villa di S. Urbano, confiscata dalla Magistratura".

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L'ACCESSO AGLI ATTI - La Presidente Rossana de Stefani, rivendicando il diritto alla trasparenza degli atti amministrativi,  ha formalmente chiesto copia di tutti i documenti in possesso dell'amministrazione relativamente alle quattro aree espropriate. Stessa richiesta è stata avanzata per la documentazione sulla mancata acquisizione del manufatto fatiscente e sulla situazione della Villa S. Urbano, "confiscata dalla magistratura e non ancora acquisita da Mafia Capitale". Inoltre la legale rappresentante del Comitato per il Parco della Caffarella ha chiesto le sia riconosciuta la possibilità di partecipare agli incontri che si svolgeranno sui temi elencati.
 

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