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Caffarella: nel fiume Almone c’è più plastica che acqua

Non si hanno notizie dei lavori sui collettori fngoari di Quarto Miglio, né dell'interrogazione presentata dal M5S all'Assessore Marino. Nel frattempo, i rifiuti plastici, hanno creato un coloratissima e poco rassicurante diga artificiale

Il Fiume Almone, nella parte situata verso via Macedonia, continua a rappresentare una fonte di sorprese. In una delle zone più frequentate nella valle della Caffarella, ad un centinaio di metri dal godibile stagno artificiale, il degrado diventa infatti la regola.

Una diga fatta di rifiuti plastici, ostruisce quasi completamente il corso del fiume. Impigliati tra le canne si trovano troppe copiose quantità di bottiglie, contenitori, e disparati materiali in pvc. Ci sono floppy disc e supersantos sgonfi. Abbiamo individuato almeno due tavolette di quelle utilizzate nelle piscine. Fino alla settimana scorsa poi, c’era addirittura la testa d’una manichino, che domenica 28 non abbiamo avuto modo di rinvenire. Sarà finita nel Tevere.

Il Comitato Caffarella, una decina di giorni fa era tornata a segnalare lo stato di degrado in cui versava il “ponte sull'Almone all'altezza di via Macedonia, quasi tappato dai rifiuti provenienti da Quarto Miglio e Statuario”.Vogliamo tranquillizzare tutti che, nelle ultime due settimane, avendo fatto altrettanti sopralluoghi, la situazione è rimasta immutata. Ad essere generosi. “ Quando il Campidoglio si deciderà a far partire i lavori del collettore di Quarto Miglio-Almone, ad opera dell'ACEA Ato2, e approvato dalla Giunta Capitolina il 27 luglio 2012, ben 18 mesi or sono?” si chiedono gli aderenti al Comitato.

Nel frattempo, come abbiamo avuto modo di scrivere, anche il gruppo consiliare del M5S capitolino, nella persona di Enrico Stefàno, aveva presentato un’interrogazione all’assessore Marino. Anche in questo caso, come per la testa del manichino, non si sono più avute notizie. E di questo passo l’Almone continuerà nel disperato tentativo di emulare il Pacific Trash Vortex. Perderà la “sacralità” conferitagli dagli antichi romani. Ma potrà, in compenso, entrare nel prossimo volume del guinness dei primati. Come il fiume più contaminato dai rifiuti plastici, di tutto il Centro Italia.

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