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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Caffarella: denunciato l’inquinamento degli autodemolitori sull’Appia Antica

Il Comitato per la Caffarella denuncia 14 anni di immobilismo del Comun. Nonostante i pareri dell'Ente Parco e della Soprintendenza che hanno chiesto la delocalizzazione, gli autodemolitori non sono stati trasferiti

Il tema dell’inquinamento del fiume Almone, è complesso. Come già in precedenza sottolineato, la sistemazione del collettore fognario di Statuario-Quarto Miglio, solo in parte ne permette un miglioramento. Esistono altre condizioni che infatti determinano la criticità che caratterizza il fiume. E su ognuna di questa, il Comitato per la Caffarella sembra intenzionato a dar battaglia.

LA COMMISSIONE AMBIENTE - Nel corso della settimana, e più precisamente mercoledì 9 aprile, nella Commissione Ambiente presieduta da Athos de Luca, si è tenuto il secondo incontro sollecitato proprio dagli amici del Comitato. Il tema questa volta era inerente il rischio ambientale che sembrerebbe esser causato dagli “sfasci” presenti in zona. “Malgrado da anni l’Ente Parco Appia Antica e la Soprintendenza Archeologica abbiano espresso il loro parere contrario alla presenza degli impianti di autodemolizione, ancora oggi essi inquinano il suolo e le falde acquifere – scrive Roberto Federici, del Comitato per la Caffarella -  C’è l’impegno da parte del presidente Athos De Luca e dello stesso Consorzio alla delocalizzazione degli impianti in una sede più idonea”.

UNO SFASCIO DENTRO IL PARCO - Il Consorzio in questione denominato Almone 98 “è localizzato di fronte alla Caffarella, in un’area ricadente nel Municipio VIII (ex XI) di Roma Capitale, per una superficie pari a oltre 3 ettari di terreno dove, all’aria aperta, avviene la demolizione delle auto con sversamento nel suolo di oli e grassi delle auto, trascinati nella falda acquifera dalle acque piovane.  L’area  - sottolinea Federici - si trova all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica (Legge Regionale 66/88) ed è sottoposta a vincolo paesaggistico”.

LE RICHIESTE INADEMPIUTE - E tuttavia, sebbene  “il Piano Territoriale Paesistico dell’Appia Antica e della Caffarella preveda  la delocalizzazione di questi impianti; L’Ente Parco abbia da tempo espresso il suo parere negativo alla permanenza degli autodemolitori nei pressi della Caffarella ed anche la Soprintendenza Archeologica abbia dato il suo parere negativo per la presenza nell’area di una villa Romana e un di percorso antico. Nonostante Roma Capitale il 19 novembre 2012 avesse già deliberato la delocalizzazione di questi autodemolitori ed il Comune di Roma avesse individuato la nuova area  per gli sfasciacarrozze a Valleranello" ad oggi lo spostamento non c'è stato.

ANNI DI IMMOBILISMO - "Si mantiene questa situazione di degrado effettuando continue proroghe” ha evidenziato Federici che pur ricordando l’impegno del presidente “De Luca a trovare una soluzione interagendo con gli uffici comunali, con l’Assessorato all’Ambiente e con i responsabili del Consorzio” ha comunque sottolineato “forti perplessità sull’operato del Comune di Roma. Per 14 anni, non si è voluto risolvere il problema della delocalizzazione degli autodemolitori. Continueremo  a sollecitare l’amministrazione a risolvere tutte le situazioni di inquinamento dell’Almone, della Caffarella e delle sue sorgenti”.

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