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Pini Appia Nuova, partita una petizione contro il taglio: “Il Comune spieghi motivo degli abbattimenti”

Partita una raccolta firme in difesa degli alberi. Oltre allo stop dei tagli si chiedono monitoraggi e trasparenza

In poche ore centinaia di cittadini hanno aderito alla raccolta firme lanciata in difesa degli alberi di via Appia Nuova. Sulla strada, a gennaio, l'amministrazione ha annunciato il taglio di 38 pini, i cui abbattimenti sono già a buon punto.

La raccolta firme

Chi abita all’Appio Latino, ma anche molti romani che quotidianamenti lo attraversano, continuano ad osservare le motoseghe in azione, senza comprenderne le ragioni. “Troppi pini continuano ad essere abbattuti, tra San Giovannni e Colli  Albani ne abbiamo contati 60 su un totale di circa 170, più di un terzo” si legge nella raccolta firme lanciata, su piattaforma change.org, dal comitato Salviamo i pini di via Appia Nuova. “Al posto degli alberi resta il cimitero delle ceppaie: 47 solo nei 500 metri tra Re di Roma e Ponte Lungo” si legge nella petizione. A fronte di questi numeri non sono però arrivate le necessarie spiegazioni.

Il problema della trasparenza

Una parte di queste ceppaie, sono dei pini tagliati nel corso delle ultime settimane. “Non ignoriamo che alcuni alberi possano avere problemi tali da dover essere sostituiti, ma crediamo che decisioni così drastiche possano essere prese solo dopo una accurata diagnosi” hanno obiettato i cittadini che hanno sottoscritto la petizione. Si chiede inoltre che “le decisioni sulla gestione del verde vengano condivise con i cittadini del quartiere”.
 
Non c’è dunque solo la richiesta di sospendere il taglio degli alberi. I romani stanno ponendo, ancora una volta, il tema della trasparenza nelle decisioni che riguardano la gestione del patrimonio arboreo cittadino. Un’istanza che rimbalza da un quadrante all’altro della città. E che spesso, com’è accaduto di recente a Trastevere e qualche settimana prima in via di San Gregorio, alimentano proteste ed iniziative mirate di associazioni e comitati.

Le sostituzioni attese

L’amministrazione ha già fatto sapere che gli alberi tagliati verranno sostituiti. Non ha specificato, tuttavia, se saranno sempre dei pini.  I cittadini invece sono molto chiari, su questa materia: chiedono, infatti che siano “sostituiti con alberi della stessa specie”, il pinus pinea. “ll Pino domestico é un simbolo di Roma - ha rincarato la dose Guglielmo Calcerano, portavoce romano dei Verdi - utilizzando tecniche moderne ed esemplari dal fittone integro può essere piantato in sicurezza ed in modo da tenere sotto controllo le radici. Va curato, come ogni essere vivente, e bisogna certo eliminare le piante a fine ciclo vitale, ma anche sostituirle con altre della stessa specie. Roma è la città dei pini, non dei peri cinesi”.

I monitoraggi richiesti

Dal neonato comitato che vuole difendere gli alberi di viale Appia Nuova, è arrivata anche la richiesta di e propongono di commissionare “un monitoraggio approfondito di tutti i pini, da affidare a seri professionisti, come è stato fatto per gli alberi di Corso Trieste”. Lì, al Nomentano, l’attenzione suscitata sul previsto taglio dei pini ha suscitato l’effetto sperato. Soprattutto, ha funzionato la trasparenza con cui è stata gestita la vicenda. Resta invece il tasto dolente nella gestione dell’imponente patrimonio arboreo cittadino. E senza le dovute spiegazioni, diventa difficile contenere le proteste dei tanti romani indignati dall’azione delle motoseghe.

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