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Teatro villa Lazzaroni: per la riqualificazione mancano almeno 200mila euro

Completata la tranche di lavori per il rifacimento del Teatro di Villa Lazzaroni. Perchè apra servono altri 200-300mila euro: bisogna rifare la guaina del tetto ed acquistare poltroncini ed impianti. Fantino: "Da anni ci battiamo perchè diventi il teatro municipale"

L'interno del Teatro di Villa Lazzaroni. Foto di A. Benassi

Per la riapertura del teatro di Villa Lazzaroni bisognerà attendere. Occorre infatti un ultimo sforzo per restituire al territorio l’importante struttura.Gli ultimi lavori sono però terminati, come ha potuto verificare la Commissione Cultura del Municipio VII.  Ma il teatro è ancora privo di arredi. E di conseguenza non può entrare in funzione.

LA STORIA - “L’impegno del Municipio perché quella struttura fosse a disposizione dei cittadini è di lungo corso – racconta a Romatoday il Minisindaco Susi Fantino – il nostro lavoro risale a tante consiliature fa. Parliamo del 2001 ed io all'epoca ero Assessore alla Cultura. Prima di noi c'era stata la gestione di Califano che ricordo lasciò in dote tanti debiti. Allora organizzandoci con Ascanio Celestini ed altri artisti, provammo dapprima a tenere in vita la struttura, poi m’impegnai a trovare dei fondi per sistermarla. Ci fu un primo stralcio e poi un secondo, terminato di recente. Purtroppo però non è stato sufficiente per riportare il teatro in funzione”.

GLI INTERVENTI MANCANTI - Cosa occorra per terminare l’opera, lo ha chiarito Francesco Laddaga, Presidente della Commissione Cultura. “C’è  un’infiltrazione  d’acqua nella parte perimetrale del tetto e quindi bisogna intervenire realizzando una nuova guaina – spiega il Consigliere – poi vanno acquistati gli impianti audio e video, le amplificazioni, le luci e le poltroncine. La cifra oscilla a  seconda che queste ultime siano removibili o meno, cosa che permetterebbe di usare la sala anche per altre finalità. Comqunque diciamo che siamo tra i duecento ed i trecentomila euro. Trovate queste risorse, la gestione del teatro potrà esser messa a bando”.

IL RILANCIO CULTURALE - Nel frattempo resta chiuso. Ed è un peccato. “Serve un’integrazione alle risorse che erano state stanziate. Lo sappiamo da tempo, ma i fondi non si sono trovati – osserva la Presidente Susi Fantino – io credo però che potrebbe diventare un importante centro di produzione culturale. Sulla spinta di un’esigenza che parte dal territorio, si potrebbe ricreare lì una realtà di valore nazionale”.

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