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Alberone: c'era una volta un tronco morto. Andrea Gandini l'ha riportato in vita

Ha scolpito il suo quarantaduesimo "troncomorto". A beneficiarne, tra i commenti entusiasti dei residenti, è stato il quartiere dell'Alberone

C’è un pino chesta cominciando ad oscurare la fama del giovane leccio in piazza dell'Alberone. Con il tempo, la piccola quercia che è stata piantumata appena due anni fa, si prenderà la sua rivincita. E tornerà ad essere il simbolo del quartiere. Da qualche giorno però, i residenti hanno concentrato le loro attenzioni su un altro albero. Riportato in vita grazie a colpi di scalpello.

I TRONCHI ROMANI  - In piazza dell’Alberone, Andrea Gandini ha infatti scolpito il “troncomorto numero 42”. Come s’intuisce dalla denominazione, non è la prima opera che il giovanissimo artista romano ha realizzato. Da piazza Mastai a Testaccio, la sua attività con il tempo si è spostata all’Aventino, San Saba, Garbatella, Prati Fiscali. E da qualche giorno è approdata anche all’Appio Latino.

TORNATO IN VITA - Sul  gruppo facebook “Appio Tuscolano IX – Da S. Giovanni ad Arco di Travertino” tantissimi utenti hanno accolto con entusiasmo l’opera del giovane scultore romano. “Era un tronco morto…adesso è un’espressione artistica” commenta una residente. “Bisogna parlare con la Sindaa perché si deve premiare questo ragazza” propone un’altra. “Però poteva fare il volto di una ragazza carina” osserva scherzosamente un abitante. Il successo è palese. L’iniziativa è lodevole. Le segnalazioni, per successive performance, non mancano. 

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