Sabato, 18 Settembre 2021
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Viale Cesare Baronio ha cambiato pelle: alle aiuole ci pensano i residenti

Un gruppo di residenti dell'Alberone da un anno sta provvedendo a riqualificare le aiuole di viale Cesare Baronio, raccogliendo rifiuti e mettendo a dimora alberelli e piantine. " Qui si è creata una piccola comunità. Ci manca solo l'acqua"

Decine di piante e giovani alberature sono state messe a dimora in viale Cesare Baronio. Merito di un gruppo di residenti che, da quasi un anno, ha deciso di riqualificare una lunga aiuola degradata. Si tratta dell’ampio spartitraffico che congiunge la Piscina Romana all’area cani di Largo Ughelli. Un lungo square centrale che sta catalizzando cure e attenzioni d’una decina di cittadini. 

L'IDEA - “Lo scorso giugno, di ritorno dal vivaio, sono passata in viale Cesare Baronio ed ho notato che le aiuole lì presenti erano invase dalle cartacce. C’erano soltanto rifiuti e sassi. E’ stato in quel momento che ho pensato fosse arrivato il momento d’intervenire – racconta la signora Raddusa, una residente – lì ci sono delle panchine, dove si incontra un gruppetto di persone del quartiere. Proprietari di cani, ma non solo. Così ho chiesto loro un aiuto ed insieme abbiamo iniziato a sistemare le prime due piantine. E’ stato in questo modo che abbiamo cominciato a prenderci cura dell’area”.

LA COMUNITA' LOCALE - Nel corso di quasi un anno le aiuole si sono trasformate. “Abbiamo trovato la complicità di alcuni residenti ed adesso siamo una decina di persone – continua il racconto la signora Raddusa – c’è chi provvede a svuotare i cestini che altrimenti sarebbero sempre pieni, chi raccoglie le cartacce e purtroppo anche i bisogni dei cani, perché c’è anche questa brutta abitudine di lasciarli a terra. C’è invece chi dona sacchetti per i rifiuti e chi delle piante. Un signore non vedente ne ha regalate addirittura, un arancio e due mandarini cinesi”.

UN LAVORO DI GRUPPO - Le piante da frutto che sono state messe a dimora in viale Cesare Baronio, non mancano. “Oltre a quelle citate – spiega la stessa residente – abbiamo limoni, ciliegi ed un albicocco. C’è un signore che ci aiuta a fare le buche, un altro più giovane di noi che ogni due o tre settimane viene a tagliare il prato, sia nella parte bassa che in quella verso la piscina romana. C’è inoltre chi riempie le borraccette di acqua, nella fontanella dell’area cani, e poi le usa per innaffiare”. Un lavoro impegnativo, considerando il numero delle piante lì sistemate. “In effetti servirebbe un sistema d’irrigazione – valuta la residente, che aggiunge – noi comunque siamo motivati a continuare, anche perché abbiamo visto che questa iniziativa ha contribuito a creare una piccola comunità”. Come a dire che, all’Alberone, si è seminato bene.

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