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Acca Larenzia, 39 anni fa la strage: ad oggi nessun colpevole

Il 7 gennaio ricorre l'anniversario delle vittime di Acca Larenzia. A distanza di 39 anni, non sono stati accertati gli esecutori materiali del blitz, rivendicato dai Nuclei Armati di Contropotere territoriale

Il 7 gennaio ricorre una delle pagine più oscure nella storia della Prima Repubblica. E’ la data in cui venne eseguito l'attentato di via Acca Larentia, in quella che all’epoca era una sezione del Movimento Sociale Italiano. Il blitz, eseguito ai danni di cinque militanti missini, fu grave per le conseguenze che ingenerò. A partire dall’uccisione dei giovani attivisti dell’allora MSI.

LE VITTIME - Il primo a prendere la vita fu Franco Bigonzetti, seguito da Francesco Ciavatta, colpito alle spalle mentre cercava di allontanarsi dal luogo della sparatoria. La strage di Acca Larentia ebbe uno strascico altrettanto sanguinario, caratterizzato da un epilogo drammatico: la morte di Stefano Recchioni. Il giovane venne colpito alla fronte da un proiettile esploso con l’arma di un ufficiale dei Carabinieri. Un episodio che, secondo la testimonianza dell'allora militante e futura terrorista Francesca Mambro, avrebbe avuto delle conseguenze all’interno della destra. Come l'ex Nar dichiarò alcuni anni fa,  in un’intervista rilasciata al Corriere, “Acca Larentia segnò la rottura definitiva di molti di noi con il Msi”.

NESSUN COLPEVOLE - Nonostante la rivendicazione dell'attentato da parte dei Nuclei Armati di Contropotere territoriale, non sono mai stati individuati gli esecutori materiali di quell’azione. A distanza di 39 anni, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, risultano pertanto ancora uccisi da mano ignota. La morte di Stefano Recchione invece ha seguito un altro destino. In quel caso infatti, la mancanza presa di posizione dell’allora MSI contro il militare che aveva esploso il colpo,  portò alla rottura cui faceva riferimento Mambro. Il 7 gennaio, come da tradizione, “i camerati” si incontreranno davanti la sede di Acca Larenzi. Ed al grido “presente”, braccio destro teso, commemoreranno le tre giovani vittime.
 

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