Vignaclara Monte Mario / Via dei Monti della Farnesina, 80

Sgomberata Stazione Farneto, dopo 18 anni di abbandono era stata occupata da Casapound

L'occupazione 'non conforme' di Area 19 aveva recuperato gli spazi fantasma dell'Olimpico-Farnesina, stazione utilizzata per soli otto giorni durante i Mondiali Italia '90. Cpi: "Aperte porte a speculazione"

foto: Andrea Antonini @ Facebook

Una stazione solo di nome perchè più che altro era una semplice banchina nella quale far arrivare gli spettatori diretti allo Stadio Olimpico per assistere alle gare romane dei Mondiali di Italia '90: uno snodo ferroviario costato circa 15 miliardi di lire e utilizzato - proprio come accaduto a Vigna Clara - solamente per otto giorni.

Così - dopo poco più di una settimana dedicata al transito dei tifosi delle Nazionali - la Stazione Olimpico-Farnesina, nota anche come Farneto, era caduta nel dimenticatoio sprofondando tra muffa, graffiti, sterpaglie e rifiuti. 

Diciotto anni dopo, nell'aprile 2008, il blitz nei locali appena dietro a Stadio e Ministero degli Esteri da parte di Casapound: bonifica e pulizia degli spazi, lavori di ristrutturazione fai da te e l'apertura di Area 19 con l'obiettivo di recuperare l'ennesima opera pubblica andata perduta e utilizzarla come luogo di aggregazione nel quale organizzare concerti, serate e anche eventi sportivi. 

Oggi, in quel di via dei Monti della Farnesina 80, è arrivato però lo sgombero: un intervento che rientra nel più ampio progetto di legalità della Questura di Roma, condiviso con la Prefettura e messo a punto anche in previsione del prossimo Giubileo, riguardante lo sgombero di luoghi a vario titolo abusivamente occupati.

Immediata la reazione di Casapound che - dopo l'operazione - parla di "apertura delle porte a nuove speculazioni" non risparmiando aspre critiche al Prefetto di Roma, Franco Gabrielli.

"Abbiamo occupato la Stazione Farneto nel 2008: per 18 anni era stata una struttura 'fantasma', già figlia della speculazione, che non aveva nemmeno mai visto un treno, un'area enorme abbandonata alla vegetazione selvaggia e ai rifiuti un investimento milionario per centinaia di metri cubi di ferro, vetro e cemento lasciati nell'abbandono più completo" - ricostruisce la vicenda Andrea Antonini, vicepresidente di Casapound sottolineando come il movimento di via Napoleone III abbia risposto a vent'anni di sprechi sottraendo quell'area al degrado e restituendola alla città.

"Abbiamo riqualificato la struttura, l'abbiamo ripulita dalla muffa e dai rifiuti abbandonati, l'abbiamo tenuta sotto controllo e, senza un euro di contributo pubblico, l'abbiamo trasformata in un luogo di aggregazione che in questi sette anni ha ospitato, sotto la sigla Area 19, manifestazioni, eventi sportivi e musicali, iniziative promosse dai cittadini. Lo sgombero di oggi - chiosa Antonini - è l'ennesima vergogna di un'amministrazione senza pudore, che lascia i malavitosi nelle case popolari, consente abusivismo e illegalità a tutti i livelli ma è pronta a sacrificare ad affaristi e palazzinari uno spazio di aggregazione e di solidarietà che per anni ha portato avanti attività nel campo del sociale".
 

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