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foto: adnkronos

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Scavi e studi in via Flaminia: non c'è solo la Tomba del Gladiatore

Al V miglio della consolare romana scoperta una vera e propria necropoli militare: scongiurato l'interramento del mausoleo funerario di Marco Nonio Macrino si lavora per l'area archeologica che gravita su un lotto potenzialmente ancora edificabile

Roma non smette mai di sorprendere e regala continuamente ai suoi abitanti e al Mondo intero le bellezze del passato che nella Città Eterna, dal centro alla periferia, emergono con una facilità unica.

NECROPOLI MILITARE IN VIA FLAMINIA - Gli scavi e gli studi nell'area archeologica del V miglio della Flaminia hanno portato alla luce una vera e propria necropoli militare che ha tra le sue gemme più preziose la tomba del generale Marco Nonio Macrino, quella ribattezzata, visto l'accostamento fatto dagli archeologi con la vita di Massimo Decimo Meridio del film di Ridley Scott, 'Tomba del Gladiatore'. 

LA TOMBA DEL GLADIATORE - Un mausoleo funerario, quest'ultimo, già rinvenuto nel 2008 e - grazie all'interessamento pure di Russel Crowe, 'Il Gladiatore" al cinema - salvato dall'interramento al quale inizialmente era destinato. 

NUOVE ACQUISIZIONI E PROSPETTIVE - Ma sulla via Flaminia non c'è solo la Tomba del Gladiatore, come riportato a margine del 'Marco Nonio Macrino e la necropoli monumentale sulla via Flaminia: nuove acquisizioni e prospettive' dall'AdnKronos, le nuove indagini hanno contribuito a chiarire l’aspetto di monumenti già emersi e hanno restituito altri tre edifici funerari monumentali, uno dei quali, in età tardo antica, sarebbe stato sfruttato per impiantare una fullonica (officina per il lavaggio e la tintura delle vesti).

STELE DI PRETORIANI - Nei dintorni di via Vitorchiano è stato rinvenuto anche un numeroso gruppo di stele di pretoriani, che lascia spazio all’ipotesi di un’area, o almeno un monumento, a loro espressamente dedicato.

SEPOLCRI MONUMENTALI - Oltre alla presenza della tomba di Macrino e di due sepolcri monumentali, di cui uno sicuramente attribuibile a un console vissuto sotto Adriano, sono stati riportati alla luce i resti marmorei di un sepolcro a dado e di un sepolcro ad altare di qualche decennio precedente. Il primo è appartenuto a un personaggio probabilmente di rango equestre – come si evince dalla sepoltura di un cavallo presso l’entrata del sepolcro –, la cui carriera militare si svolse tra l’epoca di Augusto e quella di Caligola. La decorazione marmorea di questa tomba, con i suoi tralci vegetali e i girali di acanto, rimanda al repertorio iconografico dell’arte ufficiale di età augustea.

SCAVI IN CORSO - Il lavoro degli archeologi si sta ora concentrando sullo scavo dell’edificio funerario sotto la fullonica. Il monumento, di complessa interpretazione, databile nella seconda metà del II secolo d.C., si ergeva a lato del sepolcro di Marco Nonio Macrino ed era orientato nella stessa direzione. Questo - come riporta AdnKronos - fa supporre una interdipendenza fra i due sepolcri, probabilmente inglobati in un unico progetto, con il monumento funebre sotto la fullonica destinato alle sepolture della familia del senatore bresciano o allo svolgimento dei riti e del culto funerario connessi alla sua figura.

DA SEPOLCRI A QUARTIERE LAVORATIVO - La trasformazione in fullonica, rimasta in uso fino ad età tardo-antica avanzata, oltre a offrire i dati per una ricostruzione puntuale delle fasi di lavorazione, dà l’idea di un cambio di destinazione d’uso dell’area, da zona di sepolcri a quartiere lavorativo.

UNA DELLE NECROPOLI PIU' IMPORTANTI - Dunque alla luce dei nuovi scavi, quella della via Flaminia appare come una delle necropoli più importanti del suburbio romano, da cui emerge una particolare concentrazione di sepolture di militari che qui hanno voluto lasciare, con la costruzione di monumenti di straordinaria grandiosità, l’imperitura memoria del loro valore. 

AREA ARCHEOLOGICA DA VALORIZZARE - Grazie anche al clamore internazionale della scoperta della 'Tomba del Gladiatore', la Soprintendenza è impegnata adesso nello sforzo di inserire l’area archeologica, che gravita su un lotto potenzialmente ancora edificabile, nell’elenco dei luoghi pubblici da preservare e valorizzare.
 

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