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Condominio Giustiniana inghiottito dal fango, 14 famiglie fuori casa: “Potevamo morire”

Sorte amara per alcuni residenti, fra due giorni ci sarà l'ultima udienza per l'alluvione del 2002. Poi l'accusa: "Hanno fatto la manutenzione che chiedevamo da tempo la mattina, mentre era tutto allagato"

Materassi, frigoriferi e mobili giacciono sporchi di fango da cima a fondo a destra dell’ingresso del condominio; il muretto dietro questo deposito improvvisato – quattro file di blocchetti e una massiccia inferriata – è crollato nel terreno vicino sotto la spinta dell’acqua, mentre tutto intorno parla di una devastazione difficilmente descrivibile a parole.


Via della Giustiniana 278 è un condominio che non esiste più, sommerso dal fiume in piena e fagocitato dal fango che a tutt’oggi occupa vialetti condominiali e giardini privati.


Le calosce non bastano per non affondare nella melma, la buona volontà di proprietari, parenti e amici non è sufficiente a ricostruire il tutto: “La notte tra giovedì e venerdì la ‘marana’ ha sovrastato l’argine e ci ha invasi” – spiegano i residenti impegnati con pale e ruspe.


Qui le 14 famiglie, svegliate in piena notte dalla furia dell’acqua, sono state portate via in gommone: in quelle case, dopo tre giorni di lavori di pulizia a mala pena raggiungibili, non c’è più nessuno.

RICHIESTE DI MANUTENZIONE CADUTE NEL VUOTO - Ai rumori dei bulldozer in movimento si sovrappongono le voci della rabbia soprattutto nei confronti dell’Ardis, rea – ci dicono – di non aver fatto la manutenzione richiesta. Un intervento sollecitato anche un mese e mezzo fa quando c’era stata una piccola avvisaglia di quanto sarebbe potuto succedere e che poi, purtroppo, si è verificato: “Dieci giorni fa ho mandato una mail con PEC all’Ardis dicendo di controllare perché il livello dell’acqua era sempre molto elevato ma non mi hanno nemmeno risposto. Da 12 anni amministro questo condominio e da 12 anni mando comunicazioni all’Ardis perché mettano in sicurezza il fosso qui dietro ma ogni volta inventano una scusa, prima fra tutte la carenza di fondi. Adesso dovranno prendersi l’impegno di mettere in sicurezza questo condominio perché non possiamo andare avanti così.” – racconta l’amministratrice.


IN ATTESA DEL RISARCIMENTO PER L'ALLUVIONE DEL 2002 - Ma la sorte, come spesso accade, si accanisce anche con amara ironia: qui, al 278 di via della Giustiniana, la famiglia dell’Avvocato Pompa ha intrapreso una causa contro l’Ardis per l’alluvione del 2002 e proprio fra due giorni si terrà una delle ultime udienze: "Esattamente undici anni e mezzo fa il 10 agosto del 2002 ho subito la stessa cosa. Questa volta però è stata peggiore perché eravamo dentro: i miei figli mi hanno chiamato alle 4.30 perché volevano essere salvati, purtroppo non ho potuto fare nulla e solo alle 13.30, con l’aiuto dei sommozzatori e di un’imbarcazione, li hanno tirati fuori” – ci racconta l’Avvocato che dopo oltre un decennio è ancora in attesa di circa 70mila euro di risarcimento per i danni subiti.


MANUTENZIONE DOPO IL DISASTRO? - “Il problema come al solito – rincara la dose il residente del Condominio Gustiniana è sempre la manutenzione del territorio. Alle 9.30-10 di venerdì ho visto una cosa terribile. I miei figli e mia moglie erano ancora all’interno della casa, non si poteva entrare perché c’era un metro e mezzo d’acqua. Alla stessa ora, tra via della Giustiniana e via di Santa Cornelia (in corrispondenza del ponticello sulla ‘marana’ ndr.) c’erano ben due pale meccaniche bulldozer che non si preoccupavano di sistemare la strada non accessibile ma entravano per spianare e fare la manutenzione che non avevano fatto prima. Tutto questo – sottolinea adirato l’Avvocato - per far apparire che la manutenzione era stata fatta. E’ una cosa gravissima. Nelle competenti sedi – assicura - farò quanto opportuno perché non mi si venga a dire che la manutenzione era stata fatta. La manutenzione è stata fatta dopo che si è rischiata la strage”.

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In via della Giustiniana 278 si continua a lavorare con rabbia e con determinazione: “Tutto questo poteva essere evitato?” – è il cruccio di chi, tra fango e detriti, ha perso tutto.

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