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Ramazza e buona volontà: i migranti "spazzini" arrivano a Roma Nord

In azione tra Labaro e Colli d'Oro Prince, che arriva dalla Nigeria: "Mi voglio integrare senza chiedere l'elemosina. Da oggi pulirò le vostre strade"

Sorpresa e curiosità a Labaro dove da qualche giorno è ben evidente l'azione di decoro in solitaria di uno dei migranti che, da Monteverde ai Parioli arrivando sino a Talenti, sono a lavoro per le strade dei quartieri della Capitale

"Mi voglio integrare onestamente nella tua città, senza chiedere l'elemosina. Da oggi pulirò le strade. Vi chiedo soltanto un contributo di 50 centesimi per il mio lavoro. Buste, scope, palette e altro materiale per la pulizia sono ben accettati" - si legge su uno dei piccoli scatoloni disseminati, e fermati con dei sassi, sui marciapiedi di Labaro. 

Poco distante un ragazzone, ramazza alla mano, impegnato nello spazzamento di alcune strade. Giorni fa è toccato a via Ghisalba e via Valbondione con la rimozione di cartacce e deiezioni canine abbandonate sui marciapiedi, più di recente l'azione sullo stradone di via Gemona del Friuli per rimuovere gli aghi di pino. Zaino con gli effetti personali e l'acqua per affrontare le torride giornate lasciato all'ombra, cappellino sulla testa e le immancabili cuffie con la musica compagna di ore di lavoro. Testa bassa e fatica. Poca voglia di parlare. 

"Mi chiamo Prince" - ci dice impegnato nello spazzamento lungo il Parco di Colli d'Oro. Prince viene dalla Nigeria e, dopo un viaggio estenuante, ha trovato posto a Castelnuovo di Porto. "Voglio lavorare e integrarmi" - aggiunge con un italiano imperfetto al quale sopperisce mostrando un foglio di carta che ripropone lo stesso messaggio degli scatoloni. 

E alla vista di quel lavoratore così inconsueto c'è chi legge, passa e se ne va; chi si ferma incuriosito, chi chiede informazioni e chi invece ringrazia lasciando pochi euro o bottiglie d'acqua. 

Niente elemosina, solo un contributo quello che chiede Prince per la sua opera di decoro nelle strade del quartiere. E come lui tanti altri.

Nella speranza di un futuro migliore e che dietro ai migranti "spazzini" ci sia solo la buona volontà di chi, spontaneamente e alla ricerca di un ruolo dignitoso e onesto all'interno della collettività, vuole essere utile per chi l'ha accolto. 
 

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