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Quel che resta del cimitero di Prima Porta: tombe nel degrado e croci arrugginite

Il cimitero 'più grande d'Italia' sprofonda sempre più nel degrado. Diverse le segnalazioni dal mondo politico, l'ultima quella di Fabrizio Ghera, capogruppo Fratelli d'Italia al Comune di Roma

Il degrado e l'incuria regnano sovrani al cimitero di Prima Porta. Collocato su via Flaminia, il cimitero, considerato il più grande d'Italia, perpetua in uno stato totale di abbandono. Erbacce, sterpaglia, panchine arrugginite e pericolose, manto stradale dissestato, furti di suppellettelli e saccheggi di vario genere. Un luogo 'infelice' dove trovare la tomba del proprio caro diventa un'impresa. Uno stato di abbandono più volte denunciato sia dai cittadini che dalle istituzioni. E c'è anche chi, pur di raggiungere la tomba del proprio caro, si ferisce alle gambe e alle mani, come Carlo, che dopo aver ripulito a proprie spese la tomba del figlio deceduto appena diciannovenne, la ritrova piena di sterpaglie.

Nei giorni scorsi, anche il capogruppo di Fratelli d'Italia al Comune di Roma, Fabrizio Ghera, ha effettuato un sopralluogo al cimitero Flaminio. Dalle foto apparse sul profilo FB del capogruppo, emerge una situazione di forte degrado, con erba secca, strade dissestate e tombe sommerse da arbusti. Arrugginite anche le croci senza alcuna manutenzione. 

"Lo stato di grande degrado in cui versa la struttura di via Flaminia", spiega Ghera,  "è lo specchio di quanto accade in ogni angolo della nostra città, diventata con Marino sciatta e decadente. E’ gravissimo che il cimitero di Prima Porta venga lasciato in questa drammatica condizione, presenterò un’interrogazione al sindaco e all’assessore competente per conoscere quali provvedimenti si intendano adottare nell’immediato e restituire dignità alle sepolture. Vi è la necessità di un intervento immediato e radicale di bonifica dell’intero cimitero, affinché venga riconosciuto a coloro che piangono i loro cari, talvolta persi prematuramente, il diritto di saperli riposare in un luogo sacro e onorato e non in una discarica come l’attuale". 

Condizioni inaccettabili tanto da indurre anche il Municipio XV, nel quale il cimitero Flaminio insiste, a sollecitare l'intervento di AMA. Dalla Municipalizzata hanno fatto sapere che, in una serie di interventi messi in campo dal 26 luglio al 6 agosto, sono stati sfalciati 50 campi di inumazione. 

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 "L'intervento - hanno fatto sapere il minisindaco Daniele Torquati e il presidente della commissione Ambiente, Marcello Ribera - è ancora in corso e proseguirà vista la grandezza dell'area che comprende un totale di 150 ettari".
 

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