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Viadotto Giubileo del 2000, oltre baracche e discariche: “Li passerà una ciclabile”

Il progetto del Municipio XV per arginare sversamentio illecito di rifiuti e baracche tra Prima Porta e Labaro. Il minisindaco Simonelli: "Insediamenti abusivi abbattuti, a breve bonifica area per nuova funzionalità"

Una maxi discarica tra Labaro e Prima Porta: una distesa di rifiuti ingombranti, macerie di manufatti distrutti, copertoni, lastre di eternit e vecchi mobili proprio a due passi dal Tevere. Una situazione di degrado e pericolo ambientale annosa quella al di sotto del Viadotto Giubileo del 2000, passato dalla competenza di Astral a quella di Anas. 

Una maxi discarica lungo il Tevere

“Una vera e propria bomba ecologica se consideriamo che siamo sotto un cavalcavia e che in caso d’incendio potrebbe essere estremamente pericoloso per la viabilità” - hanno denunciato dopo un sopralluogo Donato Bonanni dell’associazione Ripensiamo Roma e Piergiorgio Benvenuti, del movimento ecologista Ecoitaliasolidale. Una minaccia anche in caso di piena del Tevere quando “la traversa di Castel Giubileo deve essere azionata per interrompere l'afflusso del Tevere a valle” - hanno spiegato Benvenuti e Bonanni. Significa che queli è un punto particolarmente critico perché è intervendo lì che si scongiurano eventuali inondazioni del centro cittadino. Ma l'eventuale riversamento dei rifiuti accumulati nel Tevere “andrebbe ad interferire con l'impianto della ‘Traversa idroelettrica Green Power di Castel Giubileo’ aumentando ulteriormente ed esponenzialmente il rischio idraulico dei quartieri”. A ciò si aggiunge la presenza delle baraccopoli, nascoste dietro piloni di cemento e rovi. Tra segnalazioni per il degrado crescente, la percezione di insicurezza e l’accensione di roghi tossici è così da anni. Quasi a nulla sono serviti gli interventi sporadici del passato. 

Il Municipio XV al lavoro: baracche abbattute, “a breve rimozione rifiuti”

Ma il Municipio XV a guida M5s non ci sta ad essere accusato di lassismo. “L’attuale Giunta ha cercato di affrontare l’annosa situazione con un approccio e una visione diverse rispetto al passato. Questo per tentare di trovare una strada utile a pianificare ed effettuare interventi che mitigassero il riproporsi, per quanto possibile, delle criticità” - ha scritto in una nota il presidente del Municipio XV, Stefano Simonelli. “Nei primi due anni il percorso non è stato semplice. Diverse sono state le interlocuzioni con tutti i soggetti interessati nonché i sopralluoghi fatti ma, esclusi puntuali controlli e monitoraggi da parte di Polizia Locale e forze dell’ordine, non si è riusciti a creare una costruttiva e risolutiva sinergia tra Enti”. La questione è stata portata anche all’attenzione dei membri dell’Osservatorio Territoriale sulla Sicurezza nel Municipio XV, coordinato dalla Prefettura. Da qui la pianificazione dell’intervento strutturato in più fasi fasi: l’abbattimento delle baracche tra la stazione di Labaro e quella de La Celsa, durato cinque settimane tra settembre e ottobre 2020, e la bonifica dei terreni “che partirà a breve”. 

Il minisindaco Simonelli: “Lavoriamo su futuro area”

“Oltre alla già accertata e annosa presenza di ingenti quantità di materiali e rifiuti di diverso genere, causata anche dall’abbattimento dei manufatti di cui alla fase 1, non si è constatato il riproporsi di insediamenti, tranne uno-due casi singoli e non permanenti” - sottolinea Simonelli. Dopo la rimozione dei rifiuti, la bonifica della discarica e la messa in sicurezza dell’area bisognerà pensare a cosa farne. 

Una ciclabile sotto al Viadotto Giubileo del 2000

Il Municipio XV, su proposta di due associazioni di ciclisti, vorrebbe realizzare tra La Celsa e Labaro una pista ciclabile rendendo vivibile e vissuta un’area abbandonata, limitando così la possibilità per nuove forme di degrado. Anas e Campidoglio “sono d’accordo”, dicono da via Flaminia: un mese fa il primo tavolo di confronto sul progetto. C’erano anche assessorato alla Città in Movimento e Dipartimento Mobilità. 
 
Con la realizzazione del tracciato dedicato a bici e pedoni lungo il Tevere ci sarebbe anche “un vantaggio turistico perchè si svilupperebbe attraverso il cicloturismo la possibilità di conoscere anche le bellezze di Villa di Livia a Prima Porta” - aveva fatto notare l’assessore all’Ambiente del Municipio XV, Pasquale Annunziata, sottolineando pure l’aspetto legato alla sicurezza per i ciclisti in arrivo dai comuni a nord di Roma o dai quartieri più periferici “che attualmente per raggiungere la ciclabile a Castel Giubileo devono attraversare la Flaminia con il rischio di essere investiti”. La pista sotto al viadotto si congiungerebbe dunque alla dorsale Tevere nord, all'ingresso da Saxa Rubra.

Il Quindicesimo crede nell’opera. “Il percorso non sarà né breve né semplice, ma l’ottimo lavoro svolto fino ad oggi sta dando concretezza a quello che poteva sembrare, fino a qualche tempo fa, un traguardo utopico e su cui si era, forse, chiacchierato troppo e fatto ben poco”. 
 

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