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Chiusa per il lockdown e mai più riaperta: così la periferia è rimasta orfana della sua unica biblioteca comunale

La biblioteca Galline Bianche chiusa da marzo, a Labaro petizione per chiederne la riapetura: "Non vogliamo essere quartiere dormitorio, periferia ha bisogno di spazi culturali"

Chiusa come tutte durante il lockdown ma mai più riaperta: così la periferia di Roma nord è rimasta senza l’unica biblioteca comunale a disposizione del territorio. Da sette mesi la biblioteca Galline Bianche, nel cuore delle case popolari di Labaro, ha i battenti chiusi: nel quartiere stop dunque a prestiti di libri, aula studio e attività culturali. 

La biblioteca Galline Bianche chiusa dal lockdown

“La biblioteca è chiusa” - l’avviso che da marzo occupa la homepage del sito della Galline Bianche. Una mancanza fondamentale in un quartiere periferico che dal punto di vista culturale offre ben pochi spazi se non fosse per qualche rara iniziativa dei privati

Così Labaro si interroga su quelle porte chiuse sotto ai murales che proprio la cittadinanza attiva ha regalato alle pareti esterne della biblioteca. Avviata dai residenti della zona anche una petizione indirizzata alla sindaca Raggi, al Municipio XV e a Biblioteche di Roma per far riaprire la Galline Bianche. 

La periferia di Roma nord orfana della biblioteca: al via la petizione

“Tutte le biblioteche sono importanti, ma ancora di più le biblioteche di periferia! Qui sono uno dei pochi punti di riferimento culturale, un presidio di socialità e un centro di attività dedicate sia ai bambini che ai giovani, oltre che  un luogo di lettura e di studio  per adulti ed anziani” - reclama il quartiere. 

Tra Labaro e Prima Porta sono in tanti a chiedersi il perchè di questa mancata riapertura, con molti tesserati ad avere in casa libri presi in prestito e ancora da restituire. Chiedono l’immediata riapertura della Galline Bianche i quasi 500 firmatari della petizione, “naturalmente nel rispetto della normativa anti Covid”. 

Labaro reclama la biblioteca Galline Bianche: "No a quartiere dormitorio"

“Sappiamo che ci sono problemi di organico, ma crediamo che per tenere  una piccola biblioteca sarebbero sufficienti anche pochissime persone, magari, in  questo periodo, anche solo per un paio di giorni alla settimana. Non possiamo permettere che il nostro quartiere sia solo un dormitorio dove non esiste nulla, neppure - scrivono da Labaro - la possibilità di coltivare i propri interessi e dove incontrare altre persone amanti (ancora!) di  libri e cultura”. 
 

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