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Alluvione, la rabbia di Prima Porta: “Di risarcimenti e pulizia canali nemmeno l’ombra”

Dopo la compilazione dei moduli nessuna informazione sui rimborsi per i danni subiti. Il quartiere aspetta inoltre la bonifica della 'Marana' promessa e non ancora effettuata

C’è chi ancora vive nell’Hotel Flaminius in attesa del Buono Casa, chi ha rimesso apposto il proprio appartamento ma sulla cortina esterna del palazzo vede ogni giorno il segno di quella tragica notte del 31 gennaio 2014 quando un fiume di fango investì Prima Porta.

Le attività commerciali colpite si sono rimesse in piedi sol grazie alle loro gambe, identici i sacrifici che sono toccati ai residenti di via Procaccini e via Edolo così come quelli di via della Giustiniana, via Montu Becaria e stradine limitrofe senza dimenticare pure Labaro e Santa Cornelia.

Pochi coloro che hanno potuto beneficiare del contributo di solidarietà di 1700€ elargito da Roma Capitale per chi aveva un ISEE inferiore ai 30mila euro, tanti invece gli abitanti che si chiedono quando arriverà il risarcimento per il quale hanno già compilato la pratica.

Ventidue milioni di euro la cifra complessiva a disposizione di Roma dopo il riconoscimento da parte del Governo dello ‘stato di emergenza’ per quei 130mm d’acqua caduti in 3 ore.

“Un fondo per il quale non è stata stabilita la soglia per i lavori da effettuare e i risarcimenti. Il nostro obiettivo – ha spiegato Francesco Mangone, presidente del Comitato 31 Gennaio – è quello di mettere in atto tutte le pratiche necessarie a blindare  una parte di quei soldi per recuperare le perdite che abbiamo subito”.

“Quei rimborsi penalizzano i privati” – tuonano i cittadini. “Automobili, elettrodomestici e mobili non verranno risarciti, saranno presi in considerazione solo danni strutturali e agli impianti. Nessuno – sottolineano – ci ripagherà inoltre per i danni psicologici e morali di chi ha perso tutto e sente le proprie bambine chiedere ogni volta che piove se devono preparare la valigia”.

Comitato 31 Gennaio - assemblea-2Duro l’attacco anche nei confronti degli Enti preposti alla sicurezza idrogeologica del quartiere accusati di negligenza: “Sarà stato anche un evento meteorologico eccezionale ma tutti abbiamo visto detriti, legna e pure lavatrici scendere dal canale e sappiamo bene che le idrovore di via Frassineto non hanno funzionato a causa di un tappo e della progettazione evidentemente non efficace”.

Prima Porta, con il ‘Comitato 31 Gennaio’ in prima linea, chiede dunque che la pulizia della Marana promessa venga realizzata a stretto giro: 700mila euro i soldi stanziati già dal luglio scorso, una cifra irrisoria per un intervento che – mancando da circa un decennio – non è più ordinario ma straordinario e dunque assai più oneroso.  Da qui i solleciti da parte del Municipio e del ‘31 Gennaio’ all’ARDIS competente per un tratto. Risarcimenti e pulizia dei canali le priorità quindi per il Comitato pronto a proseguire con la battaglia legale.

Dal canto suo via Flaminia 872 si sta muovendo sul fronte del dissesto idrogeologico indicato come tematica centrale e prioritaria anche nella relazione consegnata al Prefetto di Roma, Franco Gabrielli.

Da quella tragica notte del 2014 l’impianto di via Frassineto è stato ultimato e reso funzionale, su quello di via Procaccini – con il cantiere in procinto di partire – è stato sbloccato il Patto di Stabilità e con esso i 5 miliardi necessari alla realizzazione dei lavori. “Stiamo inoltre lavorando affinchè gli impianti, oggi uno di ARDIS e l’altro di ACEA, vengano posti sotto una sola competenza perché ci sia maggior coordinazione, più chiarezza e nessun eventuale scarico di responsabilità” – ha detto il minisindaco Daniele Torquati spiegando come per fare questo bisognerà provvedere all’adeguamento del contratto di servizio di ACEA e sottolineando pure una tematica ben più complessa, ossia riportare la diga di Corbara - oggi proprietà di privati - ad un controllo pubblico.

Così Prima Porta, ancora ferita dall’alluvione, torna a farsi sentire: “E’ passato un anno e mezzo – dicono i residenti – ma noi non dimentichiamo e ci impegneremo affinchè una tragedia simile non si ripeta mai più”.

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