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Venerdì, 24 Maggio 2024
Ex Civis

Daniele Silvestri scrive a Giorgia Meloni: “Salvi lo studentato e non permetta la distruzione dell’hub culturale”

Il cantautore in una lettera aperta alla premier chiede la tutela dell’ex Civis: il complesso degli anni Sessanta su cui pende un progetto di “ristrutturazione e ridistribuzione” degli spazi che cancella il vecchio studentato e lo storico teatro De Filippo

Dopo la maratona culturale e il sit in degli studenti la battaglia per la tutela dell’ex Civis non si ferma. Daniele Silvestri ha scritto una lettera aperta alla premier Giorgia Meloni perché intervenga per tutelare l’ex studentato di Roma nord, lo storico teatro Eduardo De Filippo e l’Officina Pasolini che, con il progetto di “ristrutturazione e ridistribuzione” del complesso, dovrebbe trasferirsi nella palazzina di fronte. “In spazi non adeguati e insufficienti” aveva sottolineato la direttrice artistica Tosca.  

La lettera di Daniele Silvestri a Giorgia Meloni

"Onorevole presidente, lei è sicuramente al corrente della battaglia per salvare la residenza studentesca dell'ex Civis che, per fare uffici e parcheggi, il Ministero degli Esteri, vuole togliere dalla disponibilità pubblica, chiudendo per sempre gli alloggi per gli studenti, distruggendo lo storico teatro universitario Eduardo De Filippo e trasferendo un progetto formativo di alto valore culturale e sociale come quello di Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini" scrive il cantautore alla premier. 

Ex Civis, quello "scempio su cultura e istruzione" firmato Zingaretti e Di Maio

Una vicenda sulla quale, dopo il clamore delle scorse settimane, è calato il silenzio. “Sport e Salute e il ministero degli Esteri stanno investendo 22 milioni di euro per i lavori di riqualificazione della Palazzina B e 32 milioni di euro per i lavori sulla Palazzina A. Con una spesa molto inferiore, probabilmente coperta dal Pnrr, si sarebbero potute riqualificare entrambe le palazzine per restituire alla città un grande studentato universitario, dotato di servizi e arricchito dal polo formativo e culturale di Officina Pasolini, con il bellissimo Teatro De Filippo al suo interno” sostiene il cantante romano che ricorda l’appoggio nella battaglia incassato da parte delle istituzioni, dagli studenti, gli artisti e il mondo della cultura, tantissimi cittadini. “Gli unici rimasti a combatterci sono il ministero degli Esteri e Sport & Salute” tra i firmatari dell’accordo del 2022 previsto per cambiare il volto, e una parte della destinazione, a quel complesso risalente agli anni Sessanta. 

Il progetto che cambia l'ex studentato e cancella il teatro

“Entrambi rispondono al governo del Paese. Per questo mi rivolgo a lei personalmente, presidente Meloni, con la speranza che possa intervenire a bloccare un progetto incomprensibile, sbagliato sia nel merito che nel metodo. Un progetto del quale, peraltro, lei non ha alcuna colpa, avendolo solo ereditato, ma che lei ha il potere di fermare per impedire che venga smantellata una realtà che funziona davvero, della quale essere orgogliosi: le centinaia di posti letto, il progetto Officina Pasolini e il teatro".

Come sarà la nuova Officina Pasolini

Poi nella lettera l’aneddoto del 2010 quando Meloni, allora ministro della Gioventù, ha assistito ad uno spettacolo del laboratorio teatrale universitario nel quale (regia di Enrique Vargas) uno spettatore alla volta veniva condotto in un percorso narrativo interamente al buio, guidato da attori non vedenti.  

“Dicono sia uscita dal teatro con gli occhi lucidi e che abbia concesso un contributo al teatro. Da alcuni anni questo teatro, dove Eduardo ha tenuto le sue lezioni, offre spettacoli in modo gratuito, raro caso di utilizzo virtuoso delle risorse provenienti dal fondo sociale europeo. Requisire questo piccolo spazio pubblico per farne una sala conferenze del ministero degli Esteri, che ha sede nel più grande edificio d'Italia (dopo la Reggia di Caserta), è davvero offensivo” sottolinea Silvestri. 

La battaglia in difesa dell'ex Civis

Una battaglia, quella di artisti e studenti, che non si ferma. “Vogliamo mettere gli attori in campo, a cominciare dal suo governo, di fronte alla gravissima responsabilità di negare agli studenti universitari centinaia di posti letto, di distruggere un teatro con oltre 50 anni di storia, di svilire una proposta di qualità come quella di Officina Pasolini per creare uffici e parcheggi, cioè spazi chiusi, privati, non più accessibili al pubblico, ai cittadini”. Da qui la richiesta a Meloni perché intervenga “per impedire questo terribile e irrimediabile errore e di rivendicare questa scelta”.
 

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