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Tor di Quinto: a dieci anni dall'omicidio Reggiani nulla è cambiato

Quel lembo di Roma Nord "terra di nessuno"

Dieci anni, tanti ne sono passati dall'efferato omicidio di Giovanna Reggiani: la donna, moglie di un capitano di vascello della Marina militare, violentata e massacrata nei pressi della stazione di Tor di Quinto. Fermata della Ferrovia Roma Nord. 

Dieci anni dal delitto Reggiani 

Un delitto che scosse l'opinione pubblica. Giovanna Reggiani stava tornando a casa dopo un pomeriggio di shopping in centro quando, nell'oscurità della via che porta fuori dalla stazione e sotto il temporale di quel giorno, venne aggredita e trascinata in una baracca vicina al vecchio campo nomadi prima di essere violentata e poi gettata in fin di vita in una scarpata limitrofa al borgo artigiano di Camposampiero. Ventiquattro ore di agonia, poi la morte. Ad ucciderla Romulus Nicolae Mailat, un muratore romeno allora 24 enne: ergastolo, da scontare in Romania, la pena inflitta all'assassino. 

A Tor di Quinto ancora buio e insicurezza

A dieci anni dalla tragica morte però in quella stazione nulla o quasi sembra essere cambiato: a regnare, in una fermata isolata e poco frequentata, ancora buio e insicurezza

"La stazione di Tor di Quinto resta accessibile solo da uno stretto e buio budello che, dopo l'imbrunire, può essere imboccato solo con coraggio e sprezzo del pericolo. Le colonnine SOS inserite alcuni anni dopo restano memoria di ciò che non è stato e la stazione resta pressoché abbandonata a sé stessa, fruita da pochi e saltuariamente" - ha fatto notare Giorgio Mori di Fratelli d'Italia intervenuto alla commemorazione annuale della signora Reggiani. 

"Quei soldi potevano e dovevano essere utilizzati in altro modo. Quella morte poteva e doveva essere evitata". "Dopo tanti anni nulla è cambiato, la stazione di Tor di Quinto rimane nel più completo abbandono e senza sicurezza. La strada che dovrebbe portare ad una stazione, quasi inutilizzata, continua ad essere strettissima e non illuminata. Un lembo di territorio a Roma Nord che rimane terra di nessuno" - rincara la dose Fabrizio Ghera.

Qualche minuto di raccoglimento e una corona di fiori commemorativa quel che rimane a Tor di Quinto a dieci anni dal delitto Reggiani. Forse ancora troppo poco affinchè quel "mai più" impresso sulla fascia dell'omaggio floreale non sia un auspicio ma una certezza.

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